Ritorno a… BARICELLA

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La terza mappa del viaggio tra le aree naturali della Bassa tra percorsi a piedi e in bicicletta per scoprire il territorio

di Andrea Morisi e Linda Cavicchi – Sustenia

Questa volta parliamo del territorio del Comune di Baricella e della terza delle sette mappe turistiche inserite nel progetto editoriale “Viaggio in Provincia. Ritorno in Pianura!”.

La mappa è in distribuzione presso il Comune di Baricella e presso il punto informativo eXtraBO in Piazza Nettuno a Bologna. Per informazioni – info@sustenia.it – extrabo@bolognawelcome.it

Iniziamo con la sua caratterizzazione ambientale più significativa: l’area di riequilibrio ambientale. Nel 1998 è stata realizzata su un terreno di proprietà dello storico Reale Collegio di Spagna con lo scopo principale di mitigare l’impatto ambientale e paesaggistico determinato dalla vicina discarica, oggi chiusa, ma ancora all’onore delle cronache per alcune ipotesi di ampliamento. In quel frangente l’impatto della discarica fu compensato attraverso la ricostruzione di zone umide, siepi, boschetti e complessi a macchia e radura, per una superficie complessiva di 38 ettari. Nel tempo quel luogo, appositamente ed esclusivamente gestito per la tutela della biodiversità, si è evoluto in uno stupendo scenario paesaggistico che riassume le due tipologie principali dell’ambiente che caratterizzava la pianura: la palude e la foresta planiziale. Il cuore dell’oasi è caratterizzato da due zone umide che differiscono per profondità dell’acqua: la prima, più a est, è costituita da un prato umido la cui profondità, nelle diverse stagioni, varia da pochi centimetri ad un massimo di 40 cm d’acqua. La seconda invece presenta una profondità leggermente maggiore che può arrivare fino a circa mezzo metro. Ma la caratteristica di entrambe è quella di offrire un ambiente palustre che in pianura è divenuto raro, ma si presenta ricco di nicchie ecologiche e di forme di vita. La zona umida è poi circondata da boschi e grandi prati che vengono lasciati crescere e fiorire, ospitando così tante altra biodiversità. Al centro si trova poi un’area dimostrativa con la esemplificazione di alcuni interventi pratici (nidi artificiali, muretto a secco, sassaia, legnaia, stagno, ecc.) allo scopo di ricostruire gli habitat naturali di alcune specie di animali e piante. Nella mappa dedicata a Baricella quest’area viene rappresentata con il bel disegno eseguito da Paolo Cortesi in cui vengono esemplificati i punti di interesse, il percorso di visita, i punti attrezzati per l’osservazione e la sosta.

La natura dell’area del Collegio di Spagna di Baricella

Una vegetazione formata in prevalenza da salici e pioppi bianchi si è insediata spontaneamente sul perimetro delle zone umide. Attorno alle vasche sono stati realizzati rimboschimenti alternati ad ampie zone prative, per aggiungere agli habitat acquatici a quelli terrestri. Una delle principali attrattive dell’area sono senza dubbio gli uccelli, rendendo felici gli amanti del birdwatching: i mesi da marzo a maggio, e poi da settembre a ottobre, vedono la presenza di uccelli migratori, come beccaccini, pavoncelle, chiurli, combattenti e piro-piro, ma anche oche selvatiche, volpoche, alzavole, marzaiole e germani reali sostano in alimentazione nelle basse acque dei bacini. Tra la primavera e l’estate, durante il periodo riproduttivo, è invece facile osservare aironi cenerini e garzette, aironi guardabuoi, oltre a folaghe e gallinelle che costruiscono il loro nido tra la vegetazione palustre. Cannareccioni e cannaiole verdognole rompono la quiete estiva con i loro canti ripetitivi. All’inizio della stagione autunnale sopraggiungono in numero beccaccini, pavoncelle e alzavole. Talvolta, dove la profondità dell’acqua è maggiore, è invece possibile osservare alcune anatre tuffatrici quali il moriglione e la moretta.
Anche altre specie hanno trovato nell’area un sito importante per la loro sopravvivenza: all’inizio della primavera si possono udire i canti amorosi di numerosi rospi smeraldini (Bufo viridis) e di rospi comuni (Bufo bufo). Nella tarda primavera si possono sentire poi i trilli delle raganelle (Hyla intermedia) che si prolungano fino all’autunno inoltrato. Anche la rara testuggine palustre (Emys orbicularis) ha trovato rifugio in quest’area, mentre l’orbettino (Anguis fragilis), piccolo Rettile dalle abitudini elusive, trova nei prati e negli spazi ai margini dei rimboschimenti un luogo fondamentale per la sua sopravvivenza. Il luogo è stato colonizzato anche da diversi mammiferi, tra cui lo scoiattolo rosso, la donnola, il tasso, la volpe, l’istrice, il capriolo. Recentemente, stante lo spostamento verso nord del suo areale di distribuzione a causa dei cambiamenti climatici in atto, in prossimità dell’area di riequilibrio ambientale è stata realizzata una torretta per ospitare i nidi del falco grillaio, il rapace tipico dei tetti di Matera.

 

Il patrimonio storico-artistico circostante

La mappa di cui stiamo parlando intende mantenere l’intreccio tra il patrimonio naturalistico di Baricella con il suo patrimonio storico e artistico e ne mette in evidenza le componenti. Baricella si trova lungo l’antica via San Donato, ultimo comune bolognese prima della provincia di Ferrara. Nel suo territorio, sottratto alle acque grazie a importanti opere di bonifica, si trovano ancora numerose testimonianze di un’antica religiosità contadina e ampi paesaggi agricoli. Tra gli argini che donano un rifugio di pace e di tranquillità e i grandi cortili delle case coloniche, la mappa vuole sottolineare anche alcuni punti salienti da visitare di Baricella, a partire proprio da Piazza Carducci, anima del paese dove si trova la Chiesa di S. Maria di Baricella, che affonda le sue origini nel XV secolo e che ospita al suo interno un crocifisso ligneo del primo Seicento ritenuto miracoloso dai fedeli. Particolarmente cara ai fedeli baricellesi è la grotta dedicata alla Madonna di Lourdes, costruita nel 1942, a cui si accede attraverso l’oratorio di San Giuseppe. La forte venerazione religiosa si ritrova anche nell’Oratorio di Santa Maria del Corniolo, con affreschi forse attribuibili all’Aspertini. Nella frazione di Boschi si incontra la chiesa di Santa Maria Lauretana, e a Passo Segni la Chiesa di S. Filomena con il suo riconoscibile campanile in stile cremonese. La Cappella Zucchini offre un bell’esempio di Aemilia Ars in territorio baricellese, e Palazzo Segni o Della Dogana non manca di ricordarci che Baricella nel Seicento era il luogo in cui i doganieri sorvegliavano il traffico fluviale che dal Navile passava al Po di Primaro.

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