PRIMULA

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Quando il clima inizia ad intiepidirsi riempiono prati e sottobosco. Se ne conoscono circa 600 specie, le foglie dei giovani getti e i fiori possono essere usate anche in cucina

di Claudia Filipello

(articolo pubblicato nel numero uscito nella primavera 2017)

La primula appare nei prati e nel sottobosco all’inizio della stagione primaverile, quando il clima inizia ad intiepidirsi. Per questa ragione è considerata il simbolo della primavera, della giovinezza e della precocità. Ha petali prevalentemente di colore giallo, ma anche rosei, rossi e bianchi che compongono la corolla a forma di rosetta. Il nome deriva da un’antica locuzione italiana che significa “fior di primavera” e prima ancora potrebbe derivare dal latino “primus”. All’inizio del Rinascimento questo termine indicava indifferentemente qualsiasi fiore che sbocciava appena terminato l’inverno, come per esempio le primaverili margheritine (Bellis Perennis/ Pratolina). In seguito però, il termine “primula” fu attribuito solo a questo specifico fiore.

Poiché la piantina fiorisce quando ancora gli insetti sono poco numerosi, i fiori spesso non vengono impollinati. Shakespeare, nel suo “Racconto d’inverno”, evoca questo aspetto della piantina nella seguente riga poetica: “… sulle pallide primule che muoiono nubili”. Come per tutto ciò che annuncia la nuova stagione ed il rinnovamento della natura, la primula è regalata per augurare la buona fortuna. Per questo motivo in Inghilterra è considerata uno dei fiori nazionali e pertanto ne vengono coltivate svariate specie. In botanica, della famiglia delle Primulacee, a cui appartiene la primula, se ne conoscono da 200 a 600 specie, di cui una quindicina sono spontanee nella nostra Italia.

Il tempo della primavera pieno di profumi e fragranze inebrianti si origina dalla mescolanza degli elementi del Cosmo. Tutto si unisce o meglio si ri-unisce per dare alla Terra la forza della Resurrezione: l’infinito soffio dell’aria primaverile, la tiepida e splendente luce solare e l’acqua liberata dal ghiaccio dell’inverno. E’ in questo contesto e dalla mescolanza di questi aspetti che nella primula hanno origine i principi attivi più specifici: le saponine che agiscono sul corpo umano nelle regioni intestino-cuore-polmone. I fiori della primula infatti, sono ricchissimi di saponine triterpeniche (5-10%); la più importante è la primulina; i fiori assunti come infuso sono efficaci nel trattamento dell’insonnia e nel mal di testa. L’infuso, inoltre, ha proprietà espettorante e mucolitica in presenza di tosse, raffreddore, bronchite e asma bronchiale. Per tale motivo i principi attivi di questa gentile pianta, li ritroviamo in sciroppi per adulti e bambini.

Le radici della pianta contengono due eterosidi fenolici derivati dall’acido salicilico, la primaverina e la primulaverina, che si trasformano per idrolisi in derivati dell’acido salicilico, le cui virtù analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche sono ben note: infatti si tratta delle stesse virtù che caratterizzano l’aspirina. La sua assunzione è indicata per i dolori reumatici e nel trattamento della gotta, causata dalla presenza di acidi urici, per il trattamento di edemi, gonfiori alle estremità ed ematomi. Della primula inoltre, si possono utilizzare anche le foglie (in primavera e prima della fioritura) ed i rizomi (raccolti nel tempo invernale) si possono far essiccare in un luogo buio e ben ventilato. Lo stesso procedimento per quanto riguarda i fiori che vanno raccolti interi e prima che si schiudano. Le foglie dei giovani getti ed i fiori della primula possono essere usate in cucina accompagnate a fresche insalate.

La primula è un rimedio appartenente al repertorio floriterapico delle quintessenze italiane. E’ consigliato per coloro che si sentono pionieri, anticipatori di nuove prospettive di vita e promotori di nuovi progetti , ma purtroppo si sentono inesperti, poco concreti e che fanno fatica nel tradurre i propri sogni in realtà. Il rimedio quindi, aiuta a valutare le proprie energie al fine di affrontare le situazioni utilizzando gli strumenti adeguati calandosi nella realtà. Ciò permette di attraversarla, affrontarla e trasformarla grazie al senso di radicamento e di concretezza che le vibrazioni di questa anima floreale può donare al cuore.

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