L’Aloysia Citrodora, detta anche Cedrina o Lippia, è una pianta aromatica arbustiva perenne della famiglia delle Verbenaceae. Originaria dell’America del Sud, è stata introdotta in Europa dagli Spagnoli nel secolo XVII
di Claudia Filipello
Da anni il grande ventre di un vaso in coccio accoglie una pianta che, al solo sfiorarla, emana un’intensa ed inconfondibile fragranza di limone. Sto parlando della profumatissima ed intensa Lippia citriodora o Aloysia Citriodora, meglio conosciuta con l’appellativo di Erba Luigia. Ora facciamo un bel respiro e proviamo a dire tutto d’un fiato, i numerosi nomi con cui è conosciuta questa pianta: Aloysia citriodora, Lippia o Verbena triphylla, Verbena odorosa, da non confondere con la Verbena officinalis, Erba Luigia, Erba Luisa, Limoncina, Cedrina, Limone Luigia, Yerba Louisa. È quasi impossibile da farsi, ma sicuramente ora avremo capito di quale pianta si tratta, perché tra i tanti appellativi ci sarà quello usato nella nostra regione. Il nome Aloysia è un omaggio a Maria Luisa di Parma (1751-1819), moglie di Carlo IV di Spagna; mentre l’epiteto specifico citrodora deriva dal latino e significa dal profumo di limone. Le foglie ed i flessibili rami, infatti, emanano un intenso profumo agrumato di limone e cedro. Mentre il termine Lippia deriva dall’esploratore che la vide per la prima volta Augusto Lippi.

È una pianta aromatica arbustiva perenne della famiglia delle Verbenaceae, originaria dell’America del Sud, dove cresce allo stato selvatico in Ecuador, Perù, Cile, Bolivia ed Argentina, da dove i conquistadores spagnoli la introdussero in Europa nel secolo XVII.
È una pianta rustica, che può sopravvivere tranquillamente anche in giardino, se correttamente esposto, poiché sopravvive in modo spartano, sfruttando l’acqua ottenuta dalle piogge del cielo. Tuttavia, durante i mesi più caldi in caso di siccità, la pianta tende a soffrire; necessita quindi, di annaffiature regolari, da fornire solo quando si nota che il terreno è ben asciutto, al fine di evitare dannosi ristagni, che possono rovinare irreparabilmente le delicate radici. In autunno l’arbusto perde il fogliame e le annaffiature possono essere sospese fino alla primavera successiva. In generale può sopravvivere anche a temperature vicine allo zero, ma in caso di clima particolarmente rigido è consigliabile posizionarla in una zona riparata del giardino.

Nel caso fosse coltivata in piena terra, se l’inverno è particolarmente gelido, è bene coprirla con dell’agritessuto al fine di proteggerla dal freddo.
Per avere un arbusto compatto e dall’aspetto gradevole, è bene potarlo a fine inverno, in modo da accorciare i rami più lunghi e sgraziati e da stimolare la produzione di un ampio numero di foglioline profumate. Le foglie sono maggiormente profumate in piena estate: raccomando la raccolta per l’utilizzo dopo la prima metà di giugno. L’aroma delle foglie raccolte dalla pianta madre continua ad essere sprigionato anche dalle foglie secche; per tale motivo possono essere conservate per lungo tempo in un recipiente ermetico; oppure messe in congelatore e consumate entro sei mesi.
Se amiamo le tisane profumate e rilassanti, l’Erba Luigia è indicata per rendere le nostre giornate serene e leggere; infatti, in erboristeria si usa nelle preparazioni oltre che per la preparazione di tisane, anche per infusi ed impacchi. Quest’ultima modalità terapeutica è particolarmente indicata per gli occhi, quando si presentano gonfi ed arrossati; ma anche in cucina per fare liquori, marmellate, macedonie o come spezia fresca nei piatti freddi.

Le foglie ed i fiori essiccati si possono usare come antitarme o per profumare armadi e ambienti, e sempre dalle foglie, è possibile estrarre l’olio essenziale. Il suo uso è indicato nella realizzazione di prodotti cosmetici.
Il profumo di questa pianta è ancora ampiamente usato in miscele formulate in marche famose anche oggigiorno, come Givenchy con il suo profumo “Very irresistible”.
L’olio essenziale è inoltre ricco di composti volatili, fra cui il geraniolo, il citrale e il limonene. L’infusione viene usata come digestivo, carminativo e antispasmodico ma anche in caso di dolori dello stomaco o indigestione. Si consuma inoltre, come blando sedativo.
Le parti della pianta utilizzate in infusione vengono raccolti due volte l’anno: tarda primavera e inizio autunno. Le parti maggiormente scelte ed utilizzate per la preparazione di composti sono le giovani foglie e le sommità fiorite.
La Lippia è una pianta dotata di proprietà antispasmodiche, sedative, febbrifughe, utile anche nei disturbi digestivi, meteorismo, ipotonia digestiva; tali proprietà sono ascrivibili ancora una volta e principalmente, all’olio essenziale contenuto al suo interno.
Le attività sedative dell’olio essenziale della Lippia sono state confermate da alcuni studi condotti su animali. La letteratura non cita effetti secondari tossici; è opportuno comunque non abusarne, poiché l’uso eccessivo può determinare irritazione dello stomaco.
Un altro studio condotto sempre su animali, ha invece messo in luce le potenziali proprietà antiparassitarie dell’olio essenziale. Più in particolare, si è rivelato utile nelle infestazioni da Trypanasoma cruzi nei topi.
Nei mesi estivi mettere sui davanzali o in giardino una o più piantine di Lippia, permette l’allontanamento delle zanzare, mosche ed altri insetti.
PESTO DI ERBA CEDRINA
Ingredienti:
20 gr di Erba Luigia
50 gr olio extravergine d’oliva
30 gr pinoli
1 pizzico di sale marino integrale
2 cucchiai di acqua ghiacciata
Preparazione
Si raccolgono le giovani foglie, si lavano sotto acqua corrente e si lasciano asciugare. In un frullatore rendere a farina i pinoli, aggiungere le foglie di erba Luigia, il pizzico di sale e frullare il tutto, aggiungendo a filo l’olio, i cucchiai di acqua fino ad ottenere una crema morbida. Mettere in freezer il bicchiere con il composto per qualche minuto per evitare l’ossidazione e per mantenere il bellissimo colore verde chiaro. Invasare, ricoprire di olio e tenere in frigorifero. Da consumare entro qualche giorno dalla preparazione. È ottimo su crostini, per condire gli gnocchi, la pasta o con i cereali.