Bertocchi e Colliva rivivono a Monzuno

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Aperta nei locali della sede di Emil Banca una ricca Pinacoteca che raccoglie le opere della Fondazione dedicata ai quotati artisti del novecento bolognese che hanno legato la loro vita al paese dell’Appennino bolognese

Di Eleonora Amadori

(Pubblicato sul numero uscito nell’inverno del 2011)

Con l’apertura, a Monzuno, della Pinacoteca Nino Bertocchi-Lea Colliva si è realizzato il desiderio che Renata Colliva, moglie di Nino e sorella di Lea, aveva espresso prima di morire: la nascita di uno spazio in cui esporre le opere di due artisti tanto importanti quanto ingiustamente dimenticati, in modo da tutelarne la memoria e diffonderne il valore. Così il 5 giugno 2010, nell’ambito delle celebrazioni per i 110 anni della fondazione della Cassa Rurale di Monzuno, oggi EmilBanca, è stato inaugurato e donato al paese un piccolo ma prezioso spazio museale, unico nel suo genere.

la sede della pinacoteca ospitata da Emil Banca

“Già in passato – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Monzuno, Ermanno Pavesi –  “Piero e Beatrice Buscaroli della Fondazione Bertocchi Colliva di Bologna, avevano tentato senza successo di portare a Monzuno il patrimonio artistico della Fondazione. Quando siamo stati contattati, abbiamo messo in campo un gioco di squadra vincente tra il Comune, la Fondazione ed Emil Banca che ha reso disponibili alcune sale della palazzina che ospita la filiale”.

“L’obiettivo –  precisa Pavesi – è quello di far riscoprire ed esaltare l’eccellenza di un territorio che ha accolto nella sua storia moltissimi pittori, i primi dei quali sono stati proprio Bertocchi e la Colliva. Due artisti poco pubblicati, dimenticati, messi in ombra dalla figura di Morandi, ma che in realtà hanno influenzato enormemente il panorama artistico italiano del primo Novecento. Bertocchi, pittore autodidatta, che viene ricordato inoltre come critico d’arte e insegnante all’Accademia di Belle Arti di Bologna, era un paesaggista rimasto legato alla tradizione ottocentesca; si rifaceva alla pittura di Cézanne, distaccandosi in qualche modo dalle tendenze moderniste dell’epoca. Anche la Colliva era docente presso l’Accademia e anche lei nasce come paesaggista, ma l’aver vissuto più a lungo rispetto al cognato l’ha portata ad entrare in contatto con influenze e generi più vasti”.

Uniti da un sodalizio affettivo oltre che artistico, i due pittori hanno condiviso l’amore per i luoghi dell’Appennino Bolognese, un amore che traspare nelle opere messe a disposizione dalla Fondazione, di cui si conta circa un centinaio. “Entrambi erano particolarmente legati a Monzuno e ai suoi scorci – conferma Pavesi – anche perché erano soliti villeggiare alla Villa dell’Ospitale che si trova ai piedi del paese, dove furono inoltre sfollati durante la Seconda Guerra Mondiale”.

L’apertura della Pinacoteca, che è stata preceduta nell’agosto 2010 da una mostra su Bertocchi e seguita nell’agosto del 2011 da una mostra sulla Colliva, ha riscosso un buon successo di pubblico ed è stata visitata da molte persone, tuttavia “stiamo cercando di promuoverla quanto più possibile, anche se le risorse sono limitate, affinché si possa diffondere il valore e la qualità di questi artisti – afferma Pavesi – A questo scopo, stiamo verificando la possibilità di esporre altri quadri. Inoltre, la Fondazione metterà a disposizione gli scritti degli artisti che saranno a disposizione degli studiosi per comprendere l’epoca in cui sono vissuta”.

Tra i progetti imminenti, ci informa l’Assessore, è prevista anche una collaborazione con le scuole a cui verrà data la possibilità di visitare la Pinacoteca. Come ricorda Pavesi: “Non bisogna dimenticare l’importanza essenziale della cultura e delle sue potenzialità ed è fondamentale puntare sul connubio tra cultura e sviluppo del territorio. In questo un grande aiuto ci è stato fornito dall’Ascom che ha intrapreso una stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale per promuovere e realizzare una serie di iniziative culturali a cui teniamo molto”.

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