Denti di squalo, contadini e carri armati: ecco il museo sulla storia dell’Appennino

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Nell’ex scuola elementare di Bruscoli, a pochi chilometri dal passo della Futa, dalla fine degli anni Novanta un gruppo di appassionati di storia e tradizioni si prende cura di un’interessante raccolta di materiale storico archeologico recuperato nelle vallate del Santerno, della Stura, del Setta e del Savena.

Di Emanuele Stefanini

(Pubblicato sul numero uscito nell’autunno del 2013)

Il Museo Storico e della Linea Gotica di Bruscoli è pochi chilometri oltre il passo della Futa, vicino al monumentale cimitero Germanico che raccoglie più di 30,600 militari tedeschi caduti in Italia durante il secondo conflitto mondiale.

Questo museo, che occupa una superficie espositiva coperta di 200 metri quadrati a cui ne vanno aggiunti altri 400 scoperti, è nato nell’agosto 1994 per interessamento di un gruppo di appassionati di storia e tradizioni locali. Nel 1989 fu costituito il Gruppo Archeologico di Bruscoli, che subito si mise a raccogliere, censire e catalogare il tanto materiale storico-archeologico delle vallate del Santerno, della Stura, del Setta e del Savena, tra Emilia e Toscana. Dopo alcuni anni di raccolta e ricerca, vista la quantità e la qualità di materiale recuperato, catalogato e restaurato, fu ipotizzata l’idea di realizzare un museo stabile, in perfetta sintonia con l’amministrazione comunale di Firenzuola e con la Soprintendenza Archeologica per la Toscana.

Un cannone portato in Italia dall’esercito tedesco utilizzato poi abbandonato durante la ritirata, questo è posto nella parte esterna del museo dove sono riprodotte alcune fortificazioni della linea Gotica, con fossato e reticolato

Il museo, che trovo spazio nelle ex scuole comunali di Bruscoli, è diviso in quattro sezioni: si inizia dalla sezione che raccoglie il materiale più antico, geo-paleontologico, risalente a quando l’Appennino era ancora in fondo al mare. In questa sezione si possono osservare denti di squalo fossili, pesci, conchiglie, impronte di vario genere, legno fossile e campioni di minerali.

La seconda sezione è formata da materiale archeologico soprattutto di epoca medievale e rinascimentale, riferibile al castello di Bruscoli dei Conti Alberti del ramo di Bruscoli e degli Ubaldini. Non è stata tralasciata la cultura rurale del territorio con alcune migliaia di oggetti delle abitudini e delle tradizioni delle popolazioni di queste montagne: gli oggetti si possono datare dal 1800 fino agli anni ‘60 del secolo scorso, e sono presenti alcune ricostruzioni delle vecchie case contadine. Una sezione particolare, la quarta, è occupata dal materiale della Seconda Guerra Mondiale recuperato lungo la Linea Gotica che collegava Rimini con Massa Carrara, passando dal passo dalla Futa.  Nel 2009, grazie all’amministrazione comunale di Firenzuola con l’aiuto economico della società Autostrade S.P.A, il museo è stato ristrutturato ed ampliato, diventando così una struttura moderna e agibile al pari delle altre strutture museali delle nostre montagne. Da allora il museo ha subito una nuova fase espositiva e di acquisizione di nuovo materiale bellico di rilevante importanza. Sono infatti esposte divise, radio, trasmittenti, cassette da munizioni e vettovagliamento e tanto altro ancora. Un oggetto importante è  un disco in vinile recante brani di musica classica sul disco è stampata l’aquila dell’esercito tedesco, questo è stato recuperato all’interno di Villa Triste, nota per le torture che le SS e i fascisti infliggevano a partigiani e civili, subito dopo la liberazione di Firenze. Probabilmente, la musica di questo disco veniva utilizzata per coprire le urla dei prigionieri.

Il museo è diviso in quattro sezioni, la prima è dedicata al materiale più antico, geo-paleontologico, risalente a quando l’Appennino era ancora in fondo al mare. La seconda è formata da materiale di epoca medievale e rinascimentale, la terza alla civiltà contadina e la quarta alla Seconda Guerra Mondiale e alla Linea Gotica

Ogni oggetto visibile all’interno delle vetrine del museo, racchiude una sua storia che se conosciuta viene spiegata dagli addetti al museo. Sono ricordate anche le persone che si sono distinte per la lotta contro i nazifascisti mediante fotografie e reperti. Il paese di Bruscoli ha dato i natali alla famiglia Cavicchi che trasferita in Valdarno, a Piandalbero, subì la morte di 3 componenti della famiglia fra le 34 persone trucidate dai tedeschi.

Il più piccolo della famiglia Aronne Cavicchi, impiccato assieme al padre aveva soltanto 14 anni.

É ricordato inoltre il Signor Arnoldo Scarpelli di Bruscoli che con la sua opera di mediazione e convincimento riuscì a salvare dalla fucilazione circa 150 persone che erano state rastrellate dai tedeschi per un fatto di sangue accaduto nel paese, vecchi donne e bambini furono allineati davanti alla chiesa con le mitragliatrici spianate, l’intervento di Scarpelli che conosceva la lingua tedesca, ha evitato probabilmente un ulteriore eccidio nazifascista su queste montagne. 

Si osserva anche un cannone portato in Italia dall’esercito tedesco utilizzato poi abbandonato durante la ritirata, questo è posto nella parte esterna del museo dove sono riprodotte alcune fortificazioni della linea Gotica, con fossato e reticolato.

Sul davanti del museo è visibile un raro autocarro shewrolet mod. costruito nel febbraio 1944 negli stabilimenti di Atlanta e costruito in soli 17.000 esemplari, abbandonato su queste montagne reca ancora i segni di combattimenti, questo automezzo è attualmente in fase di restauro.

Esternamente si può osservare anche una parte di carro armato Italiano (semovente) mod. M42M cal 75/34 costruito dopo l’8 settembre del 1944, dalla Fiat Ansaldo in 141 esemplari utilizzati per la maggior parte dai reparti tedeschi con il nome di Stug M42 mit 75/34 851 questo esemplare e stato distrutto forse per un bombardamento a Monghidoro .

Il museo è visitato ogni anno da alcune migliaia di persone

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