Dai fossili all’Ottocento la montagna si mette in mostra

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A Castiglione da anni c’è il Centro di Cultura Paolo Guidotti: negli spazi ricavati nelle ex scuole elementari cinque sale espositive raccontano la geologia, la storia, le tradizioni e lo sviluppo delle nostre valli.

di Michelangelo Abatantuono

(articolo pubblicato nel numero uscito nell’estate 2014)

La storia della nostra montagna affonda le radici nei secoli passati e il patrimonio di tradizioni, saperi, e avvenimenti che hanno avuto come teatro le valli appenniniche è veramente ingente.

Negli scorsi decenni, spesso grazie ad un volontariato qualificato, sono sorti in varie località piccoli musei che propongono percorsi su specifiche tematiche (religiosità, etnografia, seconda guerra mondiale…), ma finora mancava un luogo che potesse fornire uno sguardo d’insieme su tutto ciò.

Nell’aprile del 2014 è stato inaugurato a Castiglione dei Pepoli il Centro di Cultura “Paolo Guidotti”, un ampio spazio espositivo realizzato nell’edificio delle ex scuole elementari del capoluogo, che già ospita la biblioteca comunale e sale destinate ai giovani. Il nuovo polo culturale, voluto dall’Amministrazione comunale e realizzato dai volontari dell’Associazione Culturale Terra Nostra, va a completare la Sala della Terra (centro visita del Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone), ove da alcuni anni sono esposti fossili e minerali dell’Appennino Bolognese.

Il percorso museale si articola in cinque grandi vani, più alcuni ambienti accessori:

Sala della Terra. Realizzata grazie alla donazione di una vasta collezione di fossili e minerali da parte di Ultimo Bazzani, raccoglie materiali che documentano la natura geologica dell’alto Appennino bolognese.

Archeologia del territorio. La sezione documenta la frequentazione e l’insediamento umano sul territorio dall’Età antica all’Età moderna, presentando oggetti d’uso quotidiano, per la caccia e per le attività belliche.

Lavorazioni tradizionali della montagna. Un’ampia sala presenta materiali e oggetti relativi alla vita delle popolazioni dell’alta montagna bolognese: la lavorazione della pietra, del ferro, gli strumenti della castanicoltura, attrezzi e parti semilavorate per la realizzazione dei bigongi di legno, attività assai diffusa a Castiglione nei decenni passati.

Seconda guerra mondiale. Grazie all’attività pluridecennale di alcuni appassionati ricercatori, sono esposti oggetti ritrovati nelle aree di battaglia e di accampamento, materiali fotografici e documentari relativi al passaggio del fronte nell’Appennino bolognese e a Castiglione dei Pepoli. In particolare, con materiale d’archivio inedito, è dato ampio spazio alle vicende della VI Armata Sudafricana, che liberò il paese nel settembre 1944, stabilendovi poi il quartier generale e il proprio cimitero di guerra.

Ferrovia Direttissima Bologna-Firenze. Ricorrendo l’80° anniversario dell’inaugurazione (1934), due salette sono dedicate alla grande opera: in una si è realizzata la ricostruzione dell’ambiente di lavoro in galleria, nell’altra oggetti e immagini ricordano le fasi della costruzione e la visita a Castiglione del Presidente della Repubblica Sandro Pertini nel 1984.

L’Ottocento castiglionese. Nell’ampio corridoio centrale oggetti e immagini ripercorrono la vita castiglionese a cavallo tra Ottocento e Novecento: l’avvio dell’industria turistica, la realizzazione del bacino del Brasimone, le Colonie scolastiche bolognesi, lo Stabilimento idroterapico.

Il museo è visitabile il sabato e la domenica dalle ore 16 alle 19; informazioni aggiornate si possono reperire alla pagina facebook www.facebook.com/centroguidotti.

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