A Piamaggio rivive la civiltà contadina

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Nella frazione di Monghidoro un piccolo spazio espositivo sulle nostre radici

Di Emanuele Stefanini

(Pubblicato sul numero uscito nell’autunno del 2013)

A soli tre chilometri da Monghidoro, percorrendo la Futa, girando a destra dal paesino di Ca’ del Costa, si arriva a Piamaggio dove ha sede un piccolo ma preziosissimo museo: il museo della Civiltà Contadina dell’Appennino. Uno spazio espositivo che permette ai visitatori di immergersi nelle atmosfere del tempo che fu attraverso la ricostruzione degli ambienti che il tempo ha spazzato via. C’è la cucina contadina, con il suo indispensabile camino. Generalmente si trovava al piano terra, con la classica pavimentazione in lastre di arenaria. Su di un lato si trova il lavello in sasso con l’immancabile secchio dell’acqua. Non mancano le terraglie, tegami, scoli, coltelli ed altri arnesi. C’è anche la camera da letto, solitamente situata al piano, con la pavimentazione in legno con vistose fessure che favorivano il passaggio del calore proveniente dalla cucina sottostante. Nel museo è stata ricostruita anche la stalla, con annesso portico per il ricovero degli attrezzi. L’ambiente odora di fieno e la mancanza degli animali, unico ausilio al faticoso lavoro nei campi, sembra quasi una casualità, anche se si possono ascoltare i loro versi. Accanto è stato allestito uno spazio dedicato alla scuola, con un vecchio banco e la lavagna che riproducono fedelmente l’ambientazione di un tempo, con quaderni originali, il pennino e una vecchia cartella. Alle pareti una vecchia carta geografica dell’Europa. Nell’ultima grande sala sono stati collocati gli attrezzi dei vari mestieri della Civiltà Contadina, come quelli per la lavorazione della lana e della paglia. Di recente è stato costruito anche un mulino ad acqua perfettamente funzionante in scala 1/3 con ben visibile il meccanismo che mette in funzione la macina. Infine, nello spazio esterno trovano ricovero alcuni mezzi agricoli. Numerosi sono stati i volontari che hanno donato oggetti e quelli che hanno realizzato alcune opere e ambientazioni.  Importante è il ruolo di un nuovo gruppo di volontari locali che si impegna a tenerlo aperto e ad aprirlo su richiesta.

E’ possibile visitare il Museo tramite prenotazione per quanto riguarda gruppi e scolaresche.
Per informazioni e visite rivolgersi a:
Ufficio IAT Monghidoro   Via Matteotti n. 1 – 40063 Monghidoro (Bo)
Tel. 051/655 51 32 Fax 051/655 22 68
E-mail: iat@monghidoro.eu

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