Sulla Via dei Brentatori

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Tra Monteveglio e Zola Predosa un’antica via del vino da percorrere a piedi o in bicicletta. Un anello di 16,5 chilometri per 500 metri di dislivello

(pubblicato nel numero uscito nell’autunno del 2016)

Sulle colline tra Monteveglio e Zola Predosa si sviluppa la Via dei Brentatori, una strada del vino dalla antica storia che trae origine dalla necessità di trasportare vino e mosto dai terreni del contado alla città di Bologna. Le truppe modenesi, a metà del 1200 con le loro scorrerie, rendevano poco sicure le strade della pianura, quindi il Comune di Bologna avviò la costruzione di un nuovo percorso attraverso le colline, per consentire ai Brentatori, che avevano il compito di trasportare mosto e vino nella brenta caricandosela in spalla, di raggiungere la città in sicurezza. Il percorso, nel corso dei secoli, è diventato una parte importante della viabilità locale, è però ancora possibile ripercorrere le stesse colline attraversate dai Brentatori, con l’itinerario qui proposto che è anche un ideale filo conduttore attraverso cui riscoprire la locale tradizione della viticoltura.

Il punto di partenza è il castello di Monteveglio che racchiude il borgo medievale e l’antica abbazia di Santa Maria Assunta, da qui il sentiero CAI 205 scende verso il moderno abitato, lo attraversa e in corrispondenza della Via Cà Agostini piega decisamente a sud-est sempre su asfalto. Dopo circa 800 m giriamo a sinistra per Via dei Ciliegi in direzione Stiore, dopo avere attraversato il ponte sul Torrente Samoggia, si volta a sinistra e si costeggia per un breve tratto la strada provinciale. Giunti a Stiore si inizia a risalire la collina ove sorge Oliveto; inizialmente lungo la strada asfaltata (Via San’Egidio) poi percorrendo l’antico sentiero (11.12009,44.47299) che sale alla chiesa di San Paolo; attenzione a quest’ultimo tratto in corso di valorizzazione pertanto non ancora corredato dei necessari segnavia, per di più, potrebbe risultare difficoltoso l’orientamento a causa dell’infrascamento. Dopo avere attraversato le vie del piccolo paese si arriva alla casa tradizionalmente detta La Bronzina di fronte alla quale si trova un pozzo -citato in un documento del 1250 come Fontana Fuscoli – qui imbocchiamo Via Cà Foscolo fino ad incontrare nuovamente il sentiero CAI 205. Da qui si può ammirare il calanco di Montemaggiore che anno dopo anno erode lo stretto sentiero che lo attraversa.

Riprendendo il cammino, raggiungiamo le pendici del Monte Avezzano e in località Cà Bianca proseguiamo sempre sul dolce crinale (CAI 209) fino a San Lorenzo in Collina. Dalla pieve – di origini romaniche e in seguito ricostruita fino ad assumere le forme attuali – si prende  lo stretto sentiero che ci riporta sul sentiero CAI 209 e lo si percorre fino al bivio con Via Francesco Raibolini e Via Predosa. Manteniamo la destra e percorso circa 1 km, in località Monticino, scendiamo a destra mantenendo il sentiero che attraversa i campi fino a fiancheggiare il Torrente Lavino.  Qui, il percorso vita si mantiene sulla destra del torrente fino a raggiungere l’abitato di Zola Predosa. Per approfondire l’itinerario qui proposto, si rimanda al testo di Carmen Santi contenuto nella cartoguida Valli del Lavino, Samoggia e Panaro – Piccola Cassia nell’Appennino bolognese  – TrackGuru (L’Escursionista Editore).

Come sempre i nostri percorsi suggeriti li trovate anche sul portale www.trackguru.net

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