SEMPRE AVANTI da 125 anni

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La mitica polisportiva di matrice popolare ed operaia è nata nel 1901 mutuando il nome da una frase di Andrea Costa. Tra i suoi campioni anche l’indimenticato Dante Canè e la campionessa olimpica Emanuela Pierantozzi

di Marco Tarozzi

“Avanti sempre”, e soprattutto in anticipo sui tempi. Da 125 anni, quanti ne compie esattamente nel 2026, è questa la forza che muove progetti e sogni realizzati dalla Sempre Avanti, una delle polisportive storiche della città, che dunque ha ragione di festeggiare l’ennesimo traguardo raggiunto. Già alla nascita, il 6 aprile 1901, la Società Ginnastica Educativa “Sempre Avanti” è innovativa. All’epoca diventa immediatamente la seconda società sportiva cittadina dopo la SEF Virtus, non solo per anzianità, ma di fatto è la prima ad avere una precisa matrice popolare ed operaia, professando valori di aggregazione, impegno sociale ed emancipazione e mutuando il nome da una frase di Andrea Costa. Settanta soci fondatori, primo presidente Ugo Gregorini Bingham e nel ruolo di “presidente onorario perpetuo” un’icona di libertà: Giuseppe Garibaldi. Il 12 maggio dello stesso anno si presenta a Bologna con una solenne festa in un ampio cortile di via Barbenzina, oggi Cesare Battisti, con i ginnasti nelle loro divise nuove di zecca: maglia bianca, calzoncini blu con larga fascia rossa alla cintola e una tracolla bianca, per scelta nessun riferimento alla vita militare. I colori li ha decisi il Comitato d’Istruzione della Società Operaia, e per l’occasione viene suonato il nuovo “inno ginnastico” scritto dal poeta Carlo Zangarini e musicato da Ferruccio Parisini. Di lì a poco si trasferirà in via Berra, proprio dietro al liceo classico Minghetti, da dove usciranno molti dei suoi atleti e soci.

PIONIERI. I primi nomi sono quelli di coloro che hanno messo le basi della società, prodigandosi nel ruolo di atleti, tecnici e dirigenti. Uomini come Remigio Legat, tra i soci fondatori, ginnasta ed insegnante di educazione fisica, o come Alberto Corsini, tra i componenti della prima storica squadra di ginnastica insieme a Riccardo Pasquotti, Ettore Guermandi, Italo Legat, uno dei figli di Remigio, Dante Masotti, Roberto Monetti, Carlo Pini, Lincoln Verucchi, Giovanni Waldem. Cinque anni dopo verrà costituita anche la sezione femminile, fatto epocale in un periodo in cui persino il barone De Coubertin ritiene lo spirito olimpico una faccenda per soli uomini.

SOLIDARIETà. Ginnastica, ciclismo (per un breve periodo), podismo e lotta greco romana sono le prime discipline praticate. Ma la Sempre Avanti si distingue anche nelle iniziative di solidarietà, come la raccolta di fondi per i “fratelli del Meridione”  vittime della disastrosa eruzione del Vesuvio. Sul finire degli anni Venti, la dirigenza resiste a lungo all’imposizione di aderire alla “Bologna Sportiva”, l’organismo sportivo fascista voluto da Arpinati. Cede, alla fine, senza abdicare ai valori che l’hanno sempre ispirata, ed aspettando tempi migliori con la forza dell’impegno profuso per divulgare il verbo dello sport per la comunità.

ICONE. Tra i primi nomi leggendari c’è quello di Oreste Passuti, primatista italiano di lancio del giavellotto prima della grande guerra, campione di lotta, ginnastica, pentathlon reale. E ancora Bruto Testoni, ben nove volte in carriera campione italiano di lotta greco-romana e capostipite di una scuola di lottatori. Adolfo Tunesi, ginnasta eccelso, sale due volte sul podio alle Olimpiadi di Stoccolma: oro nel concorso a squadre, bronzo in quello individuale. Aleardo Donati alle Olimpiadi ci va quattro volte, sempre nella greco-romana: da Parigi 1924 a Berlino 1936, sempre presente a rappresentare l’Italia.

ARRIVA “CESCO”. Nel secondo dopoguerra nascono nuove sezioni (nuoto, atletica, pattinaggio) e inizia l’epopea del pugilato, presente già dal 1919: la scuola del mitico maestro Leone Blasi è una fucina di talenti. La stella assoluta è Francesco Cavicchi: il grande “Cesco” (ma a Bologna diventerà “Checco”), piedi ben piantati nella terra che continuerà a coltivare fino alla fine dei suoi giorni, sale sul trono europeo dei pesi massimi il 26 giugno 1955, battendo il tedesco Neuhaus in uno stadio comunale gremito da sessantamila tifosi: prima di lui c’erano riusciti solo Erminio Spalla e Primo Carnera. Intorno al gigante pievese salgono ai vertici del pugilato italiano Alfredo Parmeggiani, Luciano Mazzacurati, fino all’indimenticato Dante Cané, capace di conquistare cinque volte in carriera la corona nazionale dei massimi.

ARCHIVIO BREVIGLIERI – MINERVA | Dante Cavicchi

GRANDI NOMI. L’ultimo grande interprete della “noble art” di scuola Sempre Avanti è stato Simone Rotolo, allievo del maestro Romano Rubini, che in carriera è stato due volte campione intercontinentale Wba dei superwelter, sfiorando un clamoroso titolo europeo nel 2007. Nella palestra del judo si è accesa la stella di Emanuela Pierantozzi, capace di conquistare due allori mondiali, un europeo e due podi olimpici (argento a Barcellona 1992, bronzo a Sidney 2000). Ma oggi il maestro Christian Cavazza ha coltivato talenti nuovi e protesi verso il futuro: come Bianca Maria Tessari, che a giugno, proprio nell’ambito dei festeggiamenti per il 125mo della società, salirà sul ring del PalaDozza a battersi per il titolo europeo dei pesi leggeri.

PRESENTE. «Il mio impegno è stato fin dall’inizio quello di riuscire a coniugare la modernità con la nostra storia, che è unica». Parola di Patrizio Del Bello, che è entrato a far parte della famiglia da molto tempo, ex apprezzato atleta di thai boxe, e da cinque anni la presiede. «Il futuro non può prescindere dal passato, ma è fondamentale non fossilizzarsi e comprendere bene i valori che ci hanno permesso di restare al passo con i tempi. Abbiamo due strade: prima di tutto, lavorare duramente con istruttori di grande qualità; quindi, interpretare i bisogni di chi si rivolge a noi per fare attività fisica, in questo momento storico». Vale a dire saper ascoltare gli oltre tremila tesserati che scelgono le proposte della società nelle due palestre, quella storica allo stadio Dall’Ara e quella di via Stalingrado «Nove arti marziali e sport da combattimento, partendo da quelle tradizionali come boxe, thai boxe, takewondo, kung-fu, ju jitsu. A cui si aggiungono la sala pesi della palestra dello stadio, le attività di fitness. Da due anni, nella nuova sede al Dlf di via Stalingrado, alla quale abbiamo apportato importanti ammodernamenti, dedichiamo spazio al crosstraining ed al calisthenics, l’arte del “corpo libero” che ci avvicina alle attività delle origini e sta avendo una grande diffusione. Crediamo da sempre che lo sport “per tutti” e l’agonismo possano convivere e completarsi».

FIDUCIA. C’è grande cura anche per chi si impegna nelle competizioni. «Pugilato, thai boxe, takewondo ci stanno portando successi che non sono frutto del caso. Nella boxe abbiamo ridefinito i ruoli, dando spazio a Christian Cavazza che è un nome storico della società, e a Raffaele Gagliardo, preparatore atletico di altissima qualità. Oggi abbiamo un gruppo di quindici atleti agonisti, e a giugno la nostra Bianca Tessari, che da dilettante ha vinto tutto in Italia e in Europa, avrà la sua chance continentale al PalaDozza, puntando alla cintura dei pesi leggeri lasciata vacante da Pamela Noutcho Sawa, con cui ha un bellissimo rapporto professionale e di amicizia. Tra l’altro, sono entrambe operatrici sanitarie: Pamela al “triage” del Maggiore, Bianca alla Pediatria del Sant’Orsola». Un’occasione d’oro per allungare il tempo della festa.

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