Risalendo Rio Sassuno, tra strani vulcani e sentieri romani

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Dal Villaggio della Salute Più di Monterenzio un bel percosso per gli amanti della MountainBike

(pubblicato nel numero uscito nell’estate del 2015)

Partendo dal Villaggio della Salute Più, in direzione Castel San Pietro, dopo alcune centinaia di metri bisogna girare a sinistra e risalire la strada asfaltata che costeggia il Rio di Sassuno. Dopo circa tre chilometri si incrocia, sulla destra, via Malpasso. Di fronte, a destra, si nota uno slavamento di crete grigiastre, è Il Dragone di Sassuno (o Salse di Sassuno) che altro non sono che piccoli vulcanetti di fango che emettono melme fredde salate, gas e tracce di petrolio. Le Salse hanno origine dalla presenza, in profondità, di sacche di idrocarburi (metano e petrolio) accompagnate da acque salate fossili (tracce dell’antichissimo mare che ricopriva il territorio oltre 5 milioni di anni fa) che risalendo a causa della pressione interna del giacimento, stemperano le argille formando fanghiglie salate più o meno dense. L’abate geologo Serafino Calindri, a fine ‘800, spiega che l’origine del curioso nome deriva da una curiosa favoletta “creduta da que’ buoni montani come una innegabile verità, e la quale consiste nell’affermazione, convalidata dalla tradizione de’ vecchi, di esservi stato in queste parti ne’ secoli scorsi un Dragone, che faceva strage degli abitanti, e che da Prete fu maledetto e confinato in queste profonde e voragine”.

Risalendo via Malpasso (non senza difficoltà visto la condizione della strada), si raggiungono le parrocchie di Sassuno. Da qui si prosegue, su una strada finalmente più agevole, verso il crinale toccando Ca’ dei Buchi. Arrivati in via Collina si deve deviare verso Ca’ del Vento. Qui, su un poggetto sovrastante il villaggio si trovava Castelvecchio di Sassuno, già menzionato nella Donazione Matildica del 1077 di cui però oggi non ne restano che pochi avanzi murari.

 

Dopo un chilometro circa, al culmine della strada, in una bella posizione panoramica con suggestiva veduta del Monte delle Formiche, si gira verso sinistra (una sbarra chiude la via sterrata, perciò occorre avvisare la proprietà  telefonando allo 051 – 6556059, Giorgio), per poi proseguire lungo la via fino al termine di un campo lavorato, quindi si deve scendere (meglio a piedi) la ripa fino a raggiungere il Passatoio Romano, chiamato così perché in tempi remoti indicava il tratto in cui la Flaminia Minor  attraversava i calanchi e il Rio dei Masi.  Attraversato lo storico passaggio sulle creste dei calanchi, si sale di nuovo verso l’edificio rurale sul crinale: La Migliarina.

Da qui si può tornare al villaggio prendendo la strada a sinistra, verso Cà dei Masi, costeggiando il Rio di Sassuno.

Quest’itinerario è tratto da “Percorsi nella valle del fitness”
del Prof Emilio Prantoni, riprodotti per gentile
concessione dell’editore. Tutti gli itinerari sono scaricabili
dal sito del Villaggio della Salute Più dove si possono
noleggiare mountainbike e che ringraziamo per la
disponibilità (www.villaggiodellasalutepiù.it).

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