Passo dopo passo lungo la Linea Gotica

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Sei giorni di cammino dal Corno alle Scale a Monte Sole lungo crinali che sono al centro della Storia fin dal Medioevo

Linda Gasparini
(pubblicato sul numero uscito nell’estate 2019)

La varietà dei paesaggi, la forza della natura che ha riconquistato luoghi che gli uomini hanno in gran parte abbandonato e la spiritualità di un percorso che aiuta a rigenerare chi lo intraprende. Queste alcune delle peculiarità della Linea Gotica, un cammino che nasce da un progetto di riqualificazione promosso da Bologna Città Metropolitana e Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e che si basa sul volume “Sulle tracce della Linea Gotica” di Vito Paticchia e Marco Boglione.

L’obiettivo è quello di fare conoscere un itinerario che, partendo dal Parco Regionale Corno alle Scale, giunge al Parco Storico di Monte Sole, toccando con mano alcuni degli aspetti più rilevanti delle vicende della Linea Gotica. Ma non è solo un cammino di forte valenza storica e culturale, si snoda infatti in un ambiente naturale ricco di suggestioni e di emozioni che ci porta dalle brughiere di vetta della Valle dello Spigolino fino ai dolci rilievi collinari di Monte Sole.

Dal Medioevo in poi gli eserciti e gli Stati hanno cercato di dominare questi luoghi, utilizzando punti strategici che, nel nostro caso, si identificano con un crinale di spartiacque fra il nord e il centro Italia, un crinale che permette di spaziare verso orizzonti estesi a volte con cieli limpidi, a volte con lande battute dal vento o dalla pioggia che sferza il viso.

E parte del tratto iniziale della Linea Gotica ci riporta proprio a percorsi medievali. Sono quelli che fungevano di collegamento fra le terre Canossiane: il regno di Matilde era molto esteso e necessitava di una viabilità e di punti di riferimento che permettessero una buona percorrenza (luoghi di sosta con poste per i cavalli, rifugio per gli emissari…).

A Lizzano in Belvedere abbiamo il più antico monumento preromanico dell’Emilia – conosciuto come Delubro – che testimonia l’importanza del luogo fino dall’Alto Medioevo ed anche la torre di Rocca Corneta, che si osserva dall’alto dei Monti della Riva, altro non era che un punto forte da cui inviare messaggi per fare collegamento visivo con il Modenese e il castello del Belvedere e da qui verso Monteacuto, da cui seguiva il sentiero per passare in Toscana.

Queste testimonianze storiche ci ricordano tempi in cui “si procedeva dall’alto”, attraverso cammini faticosi ma unici, utilizzati perché più sicuri rispetto al fondovalle, in quanto permettevano (e permettono tutt’oggi) di dominare anziché essere dominati.

A questo principio si ispirò nella sua ritirata anche l’esercito tedesco che in questi luoghi aveva trovato una barriera naturale che separava le terre dei Goti da quelle degli italici – una barriera definita anche Linea Verde proprio per la sua boscosità. E sempre in questi luoghi, purtroppo, l’uomo è stato capace di stravolgere la natura: i monti furono utilizzati durante il periodo bellico per fini distruttivi e hanno assistito – testimoni silenziosi – a tante tragedie. Questo non ha cancellato il loro fascino che si ripropone intatto, arricchito dalla riflessione che il ricordo impone.

Fortunatamente la bellezza della natura è rimasta e si rivela con i suoi silenzi con le voci delle fronde, con il canto degli uccelli e con il gorgoglio dei torrenti come il Dardagna, nome che nell’antichissimo linguaggio pre indoeuropeo pare significasse “acqua rombante”.

Valle dello Spigolino

Il Percorso:

La prima tappa si inserisce totalmente nel contesto del Parco regionale Corno alle Scale, la cui vetta raggiunge i 1945 metri e in cui si possono ancora vedere le pecore dell’ultimo pastore dedito alla transumanza che produce eccellenti formaggi e ricotte. Questo tratto, quasi interamente sul crinale tra Bologna e Modena, è ricco di testimonianze del passaggio delle truppe tedesche: trincee, fox-hole e acquartieramenti si susseguono numerosi.
Si scende poi a Lizzano in Belvedere, centro importante durante la guerra poiché era punto di riferimento per gli ufficiali che qui avevano la base: fascisti – tedeschi e poi statunitensi e brasiliani. Qui si trovano hotel che hanno una valenza storica che hanno ospitato personaggi come Clare Booth Luce, ambasciatrice americana che alla fine della guerra venne in visitare per ritrovarsi con i combattenti.

Monte Caprara

L’itinerario prosegue verso la cima del Monte Belvedere, il cui nome stesso è espressione della sua più evidente caratteristica: una vista impareggiabile a 360°. Prima di salire in località La Corona ci si può soffermare davanti al cippo dedicato a capitan Toni Giuriolo, famoso capo partigiano, nel punto in cui fu ucciso. Sulla cima del monte troviamo numerose trincee e il Monumento dedicato ai soldati della 10th Mountain Division. Il massiccio del Belvedere è molto esteso, tanto da costituire quasi un unicum col non lontano Monte della Torraccia, che si raggiunge dopo qualche ora di cammino passando per Ronchidoso dove si trova il sacrario che ricorda l’eccidio del 28 Settembre del ’44. Da lì si prosegue verso il Monte Terminale sulla cui cima, vicino ad un piccolo oratorio e lungo il crinale, sono state ristrutturate le trincee e un osservatorio dove i soldati si riparavano. Analogamente, alla base del monte, grazie alle testimonianze di chi visse quel periodo, è stato ricostruito un rifugio che veniva utilizzato dagli abitanti per proteggersi dai pesanti bombardamenti.

Scendendo si trova un altro punto di grande interesse: il Museo di Iola “Sulle Orme dei Nostri Padri” che ospita un piccolo museo etnografico in cui scoprire gli equipaggiamenti risalenti al periodo della seconda guerra mondiale ripercorrendone la storia del territorio. Il signor Erminio accoglie i visitatori con calore ed entusiasmo, pronto a fornire spiegazioni e a rispondere a tutte le curiosità. Il materiale è stato suddiviso per eserciti di appartenenza: è possibile quindi osservare armi, divise e oggetti d’uso quotidiano appartenuti ai soldati della Wehrmacht, ai brasiliani della FEB, agli americani della
10a Mountain Division e alle Memorie Italiane.

Monte Belvedere

Il nostro cammino prosegue alla volta di Tolè, lungo crinali che, nei mesi primaverili, splendono del colore giallo delle ginestre.

Ultima tappa del cammino è il parco di Monte Sole caratterizzato dalle straordinarie bellezze naturalistiche e dalla ricchezza faunistica ma anche dalla valenza storica originata dai tragici eventi del 29 settembre – 5 ottobre 1944. Fu qui che si consumò l’eccidio pianificato con ferocia dalla forze naziste di centinaia d’innocenti e con essi di una parte della Brigata Partigiana Stella Rossa. Fu qui che venne scritta una delle pagine più tragiche della Guerra di Liberazione e della nostra storia nazionale. Fu qui che i reparti tedeschi trucidarono 770 persone inermi, in gran parte donne e bambini, ritenuti sostenitori dei partigiani presenti in quelle zone.

I Pianacci

All’interno di quello che oggi è il Parco Storico si segue un percorso che, passando anche dal Centro Visite il Poggiolo, tocca i luoghi simbolo dell’eccidio fino ad arrivare alla vetta del Monte Sole.
Cos’è quindi la Linea Gotica? Un percorso che va di Parco in Parco, dalla natura alla storia, in un intreccio imprescindibile fatto di racconti, testimonianze, immagini e suoni. Un’esperienza da vivere per uscirne arricchiti nel fisico e nello spirito.

SEI GIORNI DI CAMMINO

I GIORNO
Loc. Le Polle – Passo del Lupo – Passo della Riva – Lago Pratignano – Monte Serrasiccia –
Cappel Buso – Pianaccio – Lizzano in Belvedere
Tempo di percorrenza: 5 ore e 30 minuti
II GIORNO
Raspadore – Gabba – Monte Belvedere – Querciola – Vidiciatico
Tempo di percorrenza: 4 ore e 30 minuti
III GIORNO
Loc. Il Monte – Ronchidoso – Iola – Sasso Molare – Castel d’Aiano
Tempo di percorrenza: 4 ore e 30 minuti
IV GIORNO
Castel d’Aiano – Monte della Spè – Torre Jussi – Tavole – Monte Pigna – Tolè
Tempo di percorrenza: 4 ore
V GIORNO
Tolè – Madonna Rodiano – Vedegheto – Monte Vignola – Pian di Venola – Sperticano
Tempo di percorrenza: 5 ore e 30 minuti
VI GIORNO
Sperticano – Monte Sole (Percorso del Memoriale)
Tempo di percorrenza: 4 ore e 30 minuti
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