Nel teatro della gente risuona il Novecento

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CITTÀ DELLA MUSICA – Il Comunale fa da sfondo ad un viaggio fra musica, storie e aneddoti su personaggi celebri come Giacomo Puccini, Arturo Toscanini, Maria Callas, Enrico Caruso, Luciano Pavarotti e persino Lucio Dalla nelle insolite vesti di regista lirico

di Cristiano Cremonini

Cristiano Cremonini

Trent’anni fa esatti cominciavo a muovere i primi passi nel mondo della Lirica. Il caso ha voluto che Il teatro della gente. Da Puccini a Dallaovvero il progetto editoriale più importante realizzato sino ad ora, pubblicato da Calamaro Edizioni, uscisse proprio in questo particolare periodo, così, mosso da puro spirito campanilistico e tanto amore, ho deciso di dedicarlo ad una “vecchia signora” molto generosa e sensibile con noi artisti: Bologna, da sempre considerata Città delle Arti e della Musica.

Dopo il successo del primo volume Il teatro della gente. Da Farinelli a Wagner (uscito nel dicembre 2021), un compendio sulla storia del nostro glorioso Teatro Comunale, partendo dai principali protagonisti della scena lirica tra Sette e Ottocento, l’obiettivo del secondo libro era quello di proseguire il viaggio iniziato, ripercorrendo tutto il Novecento musicale italiano… un periodo storico molto complesso e articolato. La sfida era quella di mantenere la stessa fluidità narrativa del primo lavoro, che è poi la cifra stilistica che contraddistingue la mia scrittura.

Chi ha letto i miei libri sul mondo dell’opera sa bene che sono testi divulgativi avvincenti e spesso, da buon petroniano, anche ironici. Un critico musicale li ha addirittura paragonati ad un racconto di Italo Calvino; quindi, niente paura, tuffatevi nella lettura del “Teatro della gente!… Ma, a proposito… non vi ho ancora spiegato il significato del titolo.

Il teatro Comunale di Bologna

Il teatro della gente è il Teatro Comunale di Bologna. Questo edificio, sorto nel 1763 su progetto del grande architetto e scenografo Antonio Galli Bibiena, è stato concepito come “Nuovo Pubblico Teatro”, cioè come teatro “di tutti”, dell’intera comunità, perché costruito con fondi stanziati da un Governo di senatori bolognesi e non per mano di un potere assoluto.

Ed ora veniamo ai contenuti. Questo viaggio ideale fra musica e storia passa attraverso tanti personaggi celebri, come il compositore Giacomo Puccini, il direttore d’orchestra Arturo Toscanini, il soprano Maria Callas, i tenori Enrico Caruso e Luciano Pavarotti e persino Lucio Dalla, nelle insolite vesti di regista lirico.

Ogni personaggio è come una gigantesca e variopinta matrioska. Aprendola, si trovano legami, lacci più o meno visibili: le vite che incontrerete, benché diversissime, si intrecceranno fra loro. Da esse, poi, scaturiranno altre vite e nuove storie, in un flusso continuo, inarrestabile.

Protagonisti assoluti della narrazione sono sempre Bologna e il suo magico Teatro, ed il collante fra i loro illustri personaggi sono l’amore, l’amicizia e gli incontri (e scontri) in generale, ed altri sentimenti che da essi scaturiscono.

Tra le grandi storie d’amore sicuramente spicca quella fra Ottorino Respighi, il noto compositore bolognese e sua moglie Elsa, musicista e compositrice anch’essa, ma c’è anche quella fra il celebre tenore napoletano Enrico Caruso e il soprano Ada Giacchetti, che nel nostro tempio lirica interpretarono la prima bolognese della Tosca di Puccini. Ada, di fronte allo straordinario talento artistico del marito decise di abbandonare la propria carriera per seguirlo in giro per il mondo.

Meno conosciuto ma altrettanto coinvolgente è il sentimento d’amore che legò il grande violoncellista Giuseppe Alberghini, nativo di Pieve di Cento, e il soprano Alice Zeppilli, sbocciato nientemeno che sul fiume Nilo nei primi anni del Novecento e destinato a durare mezzo secolo.

Tra le storie d’amicizia, invece, quella più simpatica e tenera è di certo quella fra Luciano Pavarotti e Lucio Dalla, quindi fra un tenore e un cantautore (grande amante dell’Opera). Ciò dimostra davvero che la musica non ha confini. Fra l’altro in questo libro parlo di episodi pressoché inediti, che mi sono stati raccontati da Andrea Faccani, cugino di Lucio e presidente della Fondazione Dalla.

Una importante chiave di lettura di questo viaggio nel tempo è “la fragilità” dei miti della musica. Spiego meglio: L’intento principale dei miei libri è quello di “umanizzare” i grandi personaggi che incontriamo fra le pagine. Questi geni, che spesso ci paiono così distanti, talvolta irraggiungibili perché la storia stessa li ha relegati sull’Olimpo, tutti imbellettati, possono in realtà diventare nostri amici.

In che modo? Raccontando le loro fragilità e debolezze; talvolta i loro sbagli… D’altronde un motto latino recita “errare humanum est”. Anche i geni possono sbagliare. Ne ho le prove, fidatevi.

Trovo anche utile dare loro del tu, chiamandoli con soprannomi o diminutivi, come abitualmente si fa in famiglia o tra amici… Ecco che Giuseppe Verdi diventa “Peppino” (come lo chiamava la sua adorata moglie Strepponi), Puccini è il “Sor Giacomo” (a detta dei compaesani di Torre del Lago), Ottorino Respighi, “Otto”, e così via… Tutto ciò può aiutare a farli sentire più vicini a noi e, credo, anche più accattivanti per le nuove generazioni.

A proposito, due dei personaggi narrati in questo libro hanno un particolare legame con il nostro bell’Appennino: mi riferisco al celebre compositore Ottorino Respighi, che da ragazzo frequentava spesso la Parrocchia di Tizzano, sopra Casalecchio di Reno, perché lì vicino vi abitava la sorella Amelia. Anche Gianni Raimondi, il grande tenore dall’acuto “biondo”, color del grano maturo, frequentava i nostri colli. La sua famiglia era infatti originaria di Gaggio Montano, e lui stesso, a fine carriera, scelse di scelse di abitare a Pianoro. Non mi resta che augurarvi buona lettura.

 

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