L’ITINERARIO DEL MEMORIALE

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Un giro di sette chilometri nel Parco Storico di Monte Sole per un viaggio nei luoghi degli Eccidi del 1944 e nelle zone teatro delle azioni della Brigata Partigiana Stella Rossa

di Roberta Gambaro

(pubblicato nel numero uscito nell’autunno 2012)

Il Parco di Monte Sole ricopre quasi interamente l’area coinvolta nel tragico eccidio del 1944, quando i nazifascisti portarono morte e distruzione in queste terre. Per mantenere viva la memoria di questa storia drammatica, delle vicende della Brigata Partigiana Stella Rossa, dei drammi della guerra, nel 1989 è stata istituita questa Area protetta il cui principale obiettivo, oltre alla tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, è la diffusione di una cultura di pace rivolta soprattutto alle giovani generazioni.

Il Parco copre un’area di circa 6.300 ettari compresa nel territorio dei Comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, i quali, uniti alla Provincia, al Comune di Bologna e alle Comunità Montane, costituiscono il Consorzio di Gestione del Parco.Cinque sono gli itinerari tematici che si possono scegliere di percorrere all’interno del parco. L’itinerario di fondamentale importanza e di maggiore impatto, è sicuramente il percorso della memoria: un viaggio (a piedi) nel ricordo dedicato all’Eccidio del 1944. Durante Seconda Guerra mondiale quasi mille persone vennero uccise dai nazifascisti nei tre comuni del Parco. La maggior parte delle esecuzioni fu compiuta nelle giornate tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 in cui persero la vita 770 persone (quelli che oggi ricordiamo come Eccidi di Monte Sole) ed altre violenze avvennero nel periodo precedente e successivo la strage.

I luoghi toccati dall’itinerario del Memoriale tocca anche i luoghi più significativi della storia della Brigata Partigiana Stella Rossa, nata a Vado nel settembre del ’43. Durante il cammino, si ricorda il sacrificio di queste persone, dei civili, dei partigiani, osservando tristemente ciò che la violenza della guerra ha lasciato. Immaginate i campi coltivati, le case abitate da famiglie numerose, il bestiame nelle stalle, ma soprattutto le vite spezzate di innocenti, le urla, il dolore, l’incapacità di non poter salvare neanche il bambino che si portava in grembo, o la propria moglie o comunque tutto ciò che di più caro affettivamente e tutti i sacrifici di una vita. Vari ruderi, testimonianze in pietra di quegli eventi drammatici, emergeranno tra campi, alberi e cespuglietti.

SAN MARTINO

San Martino è il luogo a cui va particolare attenzione . Qui si trovano i resti della chiesa e di un’abitazione, dove i nazisti infierirono con violenza il 30 settembre 1944. Vicino al cimitero un cippo ricorda i religiosi uccisi dai nazifascisti. Ma ciò che più colpisce è sicuramente la presenza di Gocce, tante gocce, esattamente 770, che ricordano tutti quei morti. Lo spettacolo che si preannuncia davanti agli occhi è un susseguirsi di emozioni e di commozione. L’istallazione è formata da gocce uniche, che simbolicamente rappresentano gli adulti uccisi; gocce piccole, che stanno per i bambini ammazzati ed infine, quelle più commoventi: le gocce grandi con all’interno una più piccola, che rappresentano le donne incinte. Quando soffia il vento, queste gocce si muovono e scontrandosi fra loro producono un dolce tintinnio. Dolce ed innocente quanto lo poteva essere la vita di quelle persone e dei loro piccoli.

NEL PARCO

Spostandosi di poco si arriva a Caprara di Sopra, dove furono massacrate una cinquantina di persone, e poi Caprara di Sotto, che ci ricorda i luoghi animati dalla gente che vi risiedeva. Nella vicina Casaglia sono visibili i ruderi della Chiesa di Santa Maria Assunta e il cimitero dove vennero massacrate circa 80 persone e dove oggi è tumulato anche don Giuseppe Dossetti. A Cerpiano il massacro durò due giorni, fu perpetrato all’interno dell’oratorio di cui ora restano i ruderi. Altre località d’eccidio che potrete raggiungere sono Dizzola e Brigadello, San Giovanni di Sotto, Prunaro di Sopra, Prunaro di Sotto, Aravecchia e Cadotto (dove fu ucciso, tra gli altri il comandante, della Stella Rossa “Lupo”), Maccagnano, Termine, Creda, Colulla di Sopra e Colulla di Sotto. A Pioppe di Salvaro merita di essere ricordata l’ex canapiera, nelle cui vasche caddero molte vittime nazifasciste. Molti di questi luoghi, come Brigadello, Prunaro di Sopra e Prunaro di Sotto furono, in momenti diversi, sedi del comando o dei vari gruppi in cui era suddivisa la Brigata Stella Rossa.

Su Monte Sole troverete anfratti nella roccia che servirono da rifugio e riparo per chi combatté in questi luoghi. Sulla vetta, un cippo in pietra a ricordo della Brigata Stella Rossa. Membri della brigata erano prevalentemente giovani dei comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana e dei comuni vicini, ma anche partigiani di Bologna e dalla pianura circostante.

La pace ed il silenzio di questi luoghi, hanno sostituito ciò che nella seconda guerra mondiale è stato violentato. La distruzione bellica non tocca solo i beni materiali, ma tutto ciò che di più caro si possiede. Questo percorso e questo posto sono consigliati a chi ama la pace e a chi punisce l’odio e la repressione in ogni sua forma e a chi, nonostante non l’abbia vissuto direttamente, non tolleri la violenza. Visitando questo posto ci si rende responsabili di un passato umano terribile,completamente da cancellare. Tutto ciò che è stato distrutto è stato sostituito con la natura, con la pace perduta di quelle persone ed il rispetto per chi non c’è più, ma che continua a vivere nella nostra mente e ne nostro cuore.

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