L’irritante ma utilissima ORTICA

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Simbolo di mascolinità sia per i Greci che per i Celti, è il rimedio migliore per la caduta dei capelli e l’eliminazione della forfora. Migliaia di uniformi dell’armata di Napoleone erano fatte con una stoffa ricavata dalla sue fibre e anche durante le guerre mondiali fu utilizzata al posto del cotone

di Claudia Filipellowww.naturopatiabologna.it

(pubblicato nel numero uscito nell’estate del 2016)

L’Ortica, ovunque nota come erba spontanea ed infestante, prospera lungo i sentieri e tra i sassi delle stradine di campagna. Cresce rigogliosa sulle vestigia del passato, nelle crepe di case cadenti e nei cortili ombrosi delle città. Ma si tende ad evitarla; come tutti sanno al solo sfiorarla si rompe l’apice dei peli di cui è ricoperta la foglia e fuoriesce un liquido irritante che provoca un’immediata reazione cutanea. è forse questa la ragione per cui la storia dell’ortica è accompagnata da numerosi miti.
Da sempre osservata con sospetto, e a distanza, i latini l‘hanno chiamata “Urtica” dal verbo urere che significa appunto bruciareirritare.

Nel mondo antico, popolato da spiriti e divinità, l’ortica fu simbolo di fecondità maschile. I greci ne ingerivano foglie e semi per incrementare la prestanza sessuale. Nel mondo celtico era eletta ingrediente fondamentale nella preparazione della “zuppa di primavera”; simboleggiava la mascolinità naturale dell’Uomo verde: colui che portava in dono alla Terra la fertilità.
In epoca preistorica l’ortica era usata come fibra vegetale per confezionare tessuti. Nel Medioevo, una volta battuta e sfibrata, se ne ricavava della stoffa simile alla canapa ed al lino.
Durante le guerre mondiali fu utilizzata al posto del cotone, materiale quasi introvabile. Nei conflitti precedenti, migliaia di uniformi dell’armata di Napoleone erano tessute con ortica. Ancora oggi in alcuni villaggi siberiani viene lasciata crescere attorno alle abitazioni e usata per ricavarne fibra tessile con la quale si confeziona una speciale tela verde, talmente solida da risultare praticamente indistruttibile.
Nelle campagne era considerata magica: l’ortica non solo è un ottimo fertilizzante naturale per i terreno, ricca in azoto e le foglie fresche sono un’ottima barriera contro le mosche ed insetti in genere. Abitualmente veniva mescolata al cibo degli animali da stalla, per il miglioramento del vigore ed aggiunto al mangime delle galline, s’incrementava la produzione di uova.

Le specie più conosciute, l’Urtica Dioica e l’Urtica Urens sono preziose oltre che per le loro proprietà fitoterapiche anche perché utilizzate in ricette di numerosi piatti della cucina italiana: si possono mettere nelle minestre e nella sfoglia.

La tradizione della medicina popolare attribuisce alle foglie ed ai giovani getti di Ortica proprietà depurative, diuretiche, antinfiammatorie, antireumatiche e remineralizzanti.

I costituenti più importanti delle foglie sono: flavonoidi e derivati dell’acido caffeico, glicidi e proteine, clorofilla, sali di calcio e di potassio, acido salicico, oligoelementi e vitamine. Gli aghi urticanti, invece, contengono numerosi mediatori chimici tipici delle reazioni allergiche fra cui istamina, acetilcolina, serotonina e leucotrieni.

Fin dall’antichità, la medicina popolare conosce l’Ortica come rimedio più indicato per la “depurazione e il ricambio di sangue primaverile”, oltre che come tonico e stimolante cellulare.

L’Ortica infatti è una pianta carica di bioenergia ed è maggiormente indicata per: modesta ritenzione idrica, renella, sindrome dolorose dei tessuti peri-articolari, muscolari e osteoarticolari, stati anemici e diarrea, cellulite ed obesità. L’Ortica è il rimedio migliore per la caduta dei capelli e l’eliminazione della forfora, se applicato esternamente. A questo proposito suggerisco il seguente decotto: 4 manciate di radici di Ortica in un litro di acqua. Dopo aver portato ad ebollizione lasciare sul fuoco per mezz’ora. Raffreddare e filtrare. Frizionare mattina e sera per almeno 21 giorni consecutivi.

La moderna ricerca scientifica ha inoltre messo in evidenza che un’altra parte della pianta: la radice; che è ricchissima di componenti utili da un punto di vista terapeutico: polisaccaridi, polifenoli, lectine, lignani e fitosteroli. Da un punto di vista sperimentale, estratti ottenuti dalla radice di ortica inibiscono l’enzima Na+K+ATPasi che clinicamente determina la riduzione dei sintomi e dei disturbi legati all’ipertrofia prostatica, oltre a determinare una riduzione del volume della ghiandola stessa. Estratti di radice di ortica sono presenti anche in specialità registrate.

L’Ortica è una pianta di fuoco, bruciante, vestita dal Sole da cui attinge Luce, come suggerisce il suo legame con il rosso pianeta Marte. La discostiamo da noi, la temiamo e la disprezziamo: non vogliamo essere sfiorate da lei; se ciò accade lascia il suo segno “urente”. Tuttavia, malgrado i pregiudizi, l’Ortica, pianta in apparenza molto umile e comune, è una potente purificatrice.

Se la si osserva attentamente, si scopre che è la pianta dello “spirito di gruppo” poiché più piante unite crescono sempre insieme e mai isolate, strette nella forza dell’unione. Il messaggio simbolico di questa figlia della Terra è dunque alto. Le Ortiche, infatti insegnano all’umanità che non si è mai soli: stando insieme é possibile irradiare il calore della luce alla Terra e ad ogni essere vivente. 

Ogni volta che incontriamo una pianta, che ha il potere di pungere, soffermiamoci e ricerchiamo il suo messaggio spirituale.

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