LA VIA ETRUSCA DEL FERRO

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Dall’Elba a Populonia e poi da Pisa a Spina: il primo archeo-trek italiano è un coast to coast sulle tracce della strada selciata più antica d’Europa

Di Gianfranco Bracci
(pubblicato nel numero della primavera 2011)

Queste sono le parole con cui lo storico greco del VI sec. a.C. “Pseudo Scyliax” o Sciliace di Carianda, nel VI secolo a.C. descriveva una strada della quale si era perso ogni memoria. Poi nel 2004, per puro caso, si decide di ampliare l’inceneritore di Capannori (Lu) e durante gli scavi appaiono delle mura antiche. Il Professor Michelangelo Zecchini, valente archeologo lucchese, coadiuvato dalla sua equipe, riesce a portare alla luce trecento metri di un selciato, solo apparentemente romano. La fortuna vuole che tale selciato o strada glareata del Frizzone, avesse inseriti in loco, fra i basoli, pezzi di vasi attici, di bucchero e chiodi in ferro da ruota di carro che datavano la strada con esattezza fra la fine del VI e gli inizi del V sec. a.C.

LA SCOPERTA
La strada, rimasta miracolosamente conservata dal limo di un antico lago, è larga ben sette metri, ha una sottostante preparazione edilizia che anticipa di secoli quella delle consolari romane e vi sono rimaste ben impresse le “rotaie” , profonde anche 3-4 centimetri, lasciate dal continuo passaggio di carri chiaramente appesantiti dal tipo di carico. Ve ne potevano passare ben tre contemporaneamente e questo particolare dimostra l’importanza di tale viabilità. Fino al 2004 si pensava che gli Etruschi avessero strade selciate solo in zone urbane o collegate ad esse (necropoli, porti annessi a città, ecc.). Per le loro direttrici extraurbane si era convinti che fossero sostanzialmente in terra battuta o scavate nel tufo (vie cave della Tuscia). Quindi la scoperta della strada di Capannori appare subito rivoluzionaria ed eclatante.
Inizio ad occuparmi di questa scoperta leggendo un articolo sul “Venerdi di Repubblica” e, unendo la mia competenza sulla ricerca di sentieri ed antiche strade, con l’antica passione per la civiltà degli Etruschi che coltivo fin da piccolo e inizio ad elaborare l’idea di “ritrovare il filo” della strada selciata extraurbana più antica d’Europa per farne una proposta turistica per chi ama il “movimento lento” per più giorni…movendosi esattamente come quell’antico popolo: a piedi. Coinvolgo nell’impresa un po’ di amici ed esperti: Sergio Gardini e Antonio Zambrini si occuperanno della ricerca dei sentieri adatti all’uopo in Emilia-Romagna. Marco Parlanti studierà la parte più difficile, in quanto molto antropizzata, del pisano e della lucchesia. Stefano Lorenzi sarà l’organizzatore dei preziosi servizi ed eventi collaterali. Nel 2008 dopo aver avuto chiarimenti ed aiuto dall’archeologo Michelangelo Zecch, dall’Architetto restauratore Giuseppe Centauro e dal giovane archeologo Claudio Calstri – insieme a Sergio Gardini – partiamo da Spina e, parte in mountain bike e parte a piedi – arriviamo a Pisa – prendendo come linea la valle dell’Idice ed il Passo della Raticosa. Nel 2010 – Insieme a Marco Parlanti che ha studiato tutta la parte relativa al Pisano, Compitese, fino al Montalbano – partiamo dall’Elba e poi da Pisa facciamo tutta la strada a piedi in senso inverso che toccava Artimino, Gonfienti di Prato, il Passo della Futa, Marzabotto, Bologna ed infine Spina di Comacchio (Fe).

IL TRACCIATO DA MARE A MARE

Nel giugno 2010, dopo aver raggiunto l’Isola d’Elba, ha avuto inizio il trekking “La via del ferro”, che ci ha visto percorrere a piedi parte della stessa Isola d’Elba, il tratto Baratti – Populonia del Parco della Val di Cornia e di seguito il lungo tragitto che unisce Pisa a Spina (odierna Comacchio): un trekking coast to coast . Attraverso la vera Provincia italiana abbiamo avuto modo di visitare Parchi Nazionali e Regionali di grande interesse che vanno dall’Arcipelago Toscano, al Parco della Val di Cornia, al Monte Serra, al Padule di Fucecchio, ai Monti della Calvana per valicare l’Appennino e finire nel bellissimo Parco Regionale del Delta del Po emiliano adiacente al mare Adriatico.

La necropoli di Kainua (Marzabotto)

TAPPE E LUOGHI D’INTERESSE
Sull’Isola d’Elba, da Pomonte-Marciana Marina (dalla costa Sud alla costa Nord dell’Isola passando dal Monte Capanne). Nel Continente, da Baratti a Populonia (dove gli etruschi riducevano il ferro), da Pisa a Calci (sugli argini del fiume Arno – Calci e la Certosa), da Calci a Buti (sentieri del Monte Pisano, la Verruca, l’antico centro urbano di Buti), da Buti a Montecarlo (fra Compitese e Padule di Bientina, zona archeologica delle Fattorie Romane di Gorga Nera e la tomba etrusca di Rio Ralletta, la Via Francigena a Porcari e le Colline Lucchesi), da Montecarlo a Montecatini Terme (dalle Colline Lucchesi alla piana della Valdinievole – argini del torrente Pescia – il Padule di Fucecchio), da Montecatini Terme a San Baronato (argini del torrente Nievole e Padule di Fucecchio – la Rocca di Larciano con il bronzetto etrusco dell’Ercole promachos e il Montalbano), da San Baronto a Signa (crinale del Montalbano fino al monte Pietramarina – il masso dell’aruspice – le Tombe Etrusche di Prato Rosello – Artimino ed il suo museo – Signa e il fiume Arno), da Signa a Cadenzano (argini del Bisenzio – tratto lungo l’Anello del Rinascimento – la città etrusca di Gonfienti – il Castello medievale di Calenzano), da Calenzano a San Piero a Sieve (la valle di Legri – la fortezza medicea di San Piero a Sieve), da San Piero a Sieve al Passo della Futa (Sant’Agata – l’antico passo dell’Osteria Bruciata le faggete appenniniche), dal Passo della Futa a Madonna dei Fornelli (i selciati etrusco-romani della Via degli Dei), da Madonna dei Fornelli a Marzabotto (Monte Sole e l’arrivo nella città etrusca di Kainua, appunto Marzabotto), da Marzabotto a Bologna (Felsina ed il suo museo archeologico), da Bologna a Consandolo (da Bologna in treno fino a Consandol o Ferrara e poi a piedi, lungo il Po’ di Primaro fino a Ponte San Biagio) e infine da Ponte San Biagio a Prato Pozzo (Il Parco del Delta del Po’ – L’arrivo al mare Adriatico).

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