LA VIA DELLA SETA da Bologna a Prato

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In cammino sui 130 chilometri si sentieri sulla dorsale appenninica che divide le due città legate da un’affascinante storia comune

di Vito Paticchia
(articolo pubblicato su Nelle Valli Bolognesi della primavera 2019)

È ancora un giovane cammino, ma sta già regalando forti emozioni ai pionieri che in questi mesi, a gruppi, in coppia, da single e in totale autonomia hanno iniziato a percorrerne i 130 km che separano le due città lungo sentieri, valli e crinali dell’Appennino tosco-emiliano.
Parliamo della Via della lana e della seta, l’ultimo nato della famiglia dei cammini transappenninici, inaugurato a Castiglione dei Pepoli nel giugno dello scorso anno. Una via che si snoda parallela alla più famosa Via degli Dei, ma che si appresta a conquistare il favore e la simpatia degli escursionisti per la selvaggia bellezza dei suoi paesaggi, per il fascino dei suoi insediamenti medievali, per le intriganti vicissitudini di alcuni dei personaggi storici che hanno vissuto, pregato, commerciato, lottato e amato in questi territori.

Un cammino tra l’Emilia e la Toscana, due regioni fisicamente separate da una dorsale appenninica che scopriremo non essere stata una barriera, ma una cerniera di collegamento. Terra di transumanza e di scambi commerciali tra l’Etruria toscana e quella padana, di conflitto tra bizantini e longobardi, di pellegrinaggio e di preghiera, di mercanti e di briganti, di boschi e di pascoli, di violenza e di resistenza, di fiumi e di torrenti che una accorta politica di tutela ha trasformato in parchi e aree protette che ora rappresentano punti di eccellenza nel panorama nazionale: il Parco della Chiusa a Casalecchio di Reno; il Parco storico di Monte Sole; il Parco dei laghi di Suviana e Brasimone; l’area protetta del massiccio carsico della Calvana e, alle porte di Prato, il Parco fluviale del Bisenzio.

Percorrere questi luoghi d’inverno può riservare qualche sorpresa. Può esserci della neve, sebbene sempre più rara per i cambiamenti climatici; può esserci del fango, che rende i sentieri difficoltosi in diversi passaggi; possono esserci dei sentieri chiusi, per la caduta di alberi o per smottamenti… Nonostante questi imprevisti, c’è chi, con le dovute precauzioni, una buona preparazione e uno spirito di adattamento, ha deciso di affrontare ugualmente questo cammino che in ogni caso riserva emozioni irripetibili. Qualcuno ha trovato neve, pioggia e nebbia, qualcun altro freddo e sole, altri i primi tepori primaverili, ma a tutti l’Appennino ha mostrato il cuore grande della sua gente che ha accolto, rifocillato e riscaldato.
In particolare, a Bel Poggio di Burzanella, un piccolo borgo tra Grizzana Morandi e Castiglione dei Pepoli, lascia un ricordo indelebile l’incontro con Viviana Passini, che dodicenne rimase orfana del padre, ucciso dai tedeschi il 27 settembre 1944 insieme ad altri cinque civili da quegli stessi reparti delle SS che di lì a poche ore avrebbero dato il via alle operazioni di annientamento della comunità di Monte Sole. A partire dal 2015, la solitudine di Viviana e degli altri famigliari che hanno subito la violenza della occupazione tedesca, è interrotta dalla manifestazione che nell’ultima domenica di settembre il CAI e il Comune di Camugnano organizzano per commemorare le vittime civili. Ma oggi sono gli escursionisti che passano da Burzanella e da Bel Poggio a illuminare gli occhi di Viviana e regalarle il sorriso e la speranza.

I primi ad incontrare Viviana ed essere invitati per un breve pausa sono stati Diego Turrini e il gruppo di “Quei del Marti” di Riva del Garda, che in novembre, sfidando la neve, la pioggia e la nebbia hanno percorso l’intero cammino riportando in casa “il ricordo di un bel gran bel viaggio”.
È stata poi la volta di Gianluca Pippo e Stefano Spalvieri, due viaggiatori di lungo corso, del gruppo “Famo du passi e poi tornamo”, anch’essi in totale autonomia e con due zaini del peso di 23-25 kg, si sono avventurati tra i sentieri e i parchi dell’Appennino e della Calvana.

Nove lunghi giorni di viandanza, al ritmo lento di 10-15 chilometri al giorno, e, arrivati a Burzanella, Viviana e Fernanda li hanno accolti in casa “come due mamme con i figli. Brodo caldo e tortellini… e un gran parlare di guerra, delle morti, della vita. Si ride, ci si commuove, una serata di cuore con persone vere e piene di energia e di voglia di fare, nonostante gli anni e le brutte vicissitudini della vita. Al posto di un bivacco nel giardino, Viviana ci ospita in un vicino appartamento. Che serata ragazzi! Il cammino entra nelle nostre vite e ci fa conoscere la gente che vive onestamente nel nostro bel paese”.

Qualche giorno dopo, in gennaio, saranno due ragazze, Camilla Tomassoni e Simona Giacomini, anch’esse in cammino verso Prato, ad essere accolte a Bel Poggio, e a descrivere l’incontro con queste parole:
“Il pranzo in casa di Viviana, con sua cognata Fernanda e Luca, è un regalo di Dio. L’animo di questa donna, la sua generosità nell’aver trasformato il dolore in forza di amare la vita e gli altri è qualcosa che ci commuove e ci insegna. È questo incontro la gemma preziosa del nostro cammino di oggi, un tesoro che ci resterà nelle gambe e nei pensieri fino a Castiglione. Grazie Viviana, che il Signore ti benedica”.
E qualche settimana dopo, a febbraio, ancora una ragazza, Luana Gabriele, proverà l’emozione di abbracciare Viviana e Fernanda, e cogliere nei loro occhi il desiderio e la speranza di poter vedere il loro amato borgo tornare a vivere, grazie a questo cammino.

LE TAPPE
Bologna – Casalecchio – Sasso Marconi
20 km; +230 m, -200 m; 6 ore.

Sasso Marconi- Monte Sole-Grizzana Morandi
27 km; +1400 m, -950 m; 8/9 ore (è possibile dividere la tappa con sosta a Monte Sole).

Grizzana M. -Burzanella- Castiglione dei Pepoli
22 km; +1100 m -1050 m; 7/8 ore.

Castiglione dei Pepoli-Montepiano-Vernio
20 km; +800 m, -1250 m; 7 ore.

Vernio-Calvana-Vaiano
21 km; + 1000 m, -1100 m; 7 ore.

Vaiano-Cavalciotto-Prato
22 km; +900 m, -1000 m; 7/8 ore.

Per info:
www.appenninoslow.it
www.viadellalanaedellaseta.com
Facebook: Via della lana e della seta

 

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