Il Museo Marconi

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Sulla collina dove nacque la radio, all’interno di Villa Griffone, a Pontecchio (Sasso Marconi), dove l’inventore bolognese cambiò il mondo

di Lorenzo Fazio

(Pubblicato sul numero uscito nell’inverno del 2011)

Ci si sente un po’ piccoli ai piedi della scalinata in cima alla quale si trova Villa Griffone, sede del Museo Marconi, e non solo, a Pontecchio Marconi. Vuoi per il mausoleo incastonato nella collina, dove è conservata la salma dell’inventore italiano, vuoi per il busto in marmo che sembra osservare con lapidaria serietà chiunque entri nel suo campo visivo, vuoi per l’imponenza dell’edificio stesso, il primo impatto con il museo mette soggezione, tanto da ispirare un vago imbarazzo nel visitatore impreparato a tanta eleganza e solennità.

Fu in questa cornice che più di cento anni fa, Guglielmo Marconi inventò e sperimentò la radiotrasmissione senza fili, avo di quel wireless a cui oggi non possiamo più fare a meno e cardine imprescindibile di quella cosa che oggi diamo per scontata e che prende il nome di radio. “È paradossale immaginare che un’invenzione dai risvolti estremamente tecnologici e artificiali, sia avvenuta in un luogo così immerso nella natura”, sentenzia Barbara Valotti, direttrice del Museo, mentre ci mostra i panorami, quasi inalterati, sui quali un secolo fa si posavano gli occhi di Marconi. “Oggi non è una giornata molto bella, ma immaginate al tramonto. O in primavera con gli alberi carichi di foglie. Effettivamente è un luogo ideale per inventare.”

Non si può darle torto in effetti, mentre senza neanche accorgercene stiamo già esplorando la vita e l’operato del personaggio che dà il nome persino all’aeroporto di Bologna, un indizio piuttosto valido per comprenderne l’impatto sul mondo contemporaneo e sul territorio.

Accompagnati e supportati dalla passione e dalla professionalità di Valotti, restiamo affascinati dai pezzi, ben catalogati, nelle poche ma piene sale del museo. “Non si tratta di originali”, ci avverte. “Sono tutte riproduzioni perché Marconi aveva l’abitudine di smantellare i vecchi strumenti, per far posto ad altri più performanti. Ma  materiali e tecniche costruttive sono assolutamente fedeli agli originali e le radio e dispositivi sono funzionanti”. Valotti gira un paio di manopole, attende fiduciosa e avviene la magia: musica moderna, emessa da un’emittente moderna, che fuoriesce da un agglomerato di fili e metallo che sembra avere davvero un secolo di storia alle spalle.

Non ci sono solo oggetti da osservare e ascoltare, il Museo Marconi è anche meta di numerose scuole medie e superiori, tanto che il taglio didattico è facilmente individuabile in alcuni video e postazioni interattive con cui è possibile apprendere divertendosi, guardando con i propri occhi gli effetti della radiotrasmissione. C’è davvero molto  con cui sbizzarrirsi, ma l’intera visita è costantemente e forzatamente seguita dalle guide al servizio del museo. “E’ possibile visitare la struttura solo previa prenotazione via internet o telefonicamente”, ci spiega la direttrice. “La motivazione è duplice. Innanzitutto Villa Griffoni non è solo un museo, ma è anche un centro di ricerca attivo e teatro di convegni tra studiosi. Per questo motivo è necessaria la coordinazione tra i visitatori e i tecnici che lavorano qui. Inoltre, dal momento che le nostre guide sono volontari che hanno deciso di dedicare il loro tempo libero al Museo Marconi, non è detto che siano sempre disponibili. Sarebbe bello poter pagare le nostre guide e offrire un servizio ancora migliore, ma purtroppo i contributi che riceviamo non sono sufficienti. Per fortuna il centro di ricerca di fornisce anche i fondi necessari per tenere il museo aperto”.

Visitare il Museo Marconi non significa solo guardare, in serie, radio e dispositivi simili. Vuol dire lasciarsi affascinare dall’incantevole luogo in cui è immerso, capire più o meno approfonditamente il senso dell’invenzione di Marconi e persino divertirsi a interagire con diversi strumenti a disposizione dei visitatori. Se la visita è obbligatoria per gli appassionati di tecnologia, tutti, dai bambini agli adulti meno interessati all’argomento, troveranno un buon motivo per immergersi nelle meraviglie di Villa Griffone.


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