I segreti della Via Etrusca, un romanzo “scritto coi piedi”

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La storia scritta a quattro mani con Marco Parlanti nata durante una settimana di cammino tra Tirreno e Adriatico seguendo l’antica strada del ferro che univa Pisa a Spina, nel ferrarese

di Gianfranco Bracci

(articolo pubblicato nel numero uscito nella primavera 2017)

Durante la lunga camminata fra Pisa e Spina (nel Comune ferrarese di Comacchio) effettuata nel 2010, Marco Parlanti ed io abbiamo condiviso fatiche, emozioni, caldo, pioggia, sole ecc. In due settimane abbiamo misurato trasversalmente l’Italia con le nostre gambe per tentare di ritrovare una strada etrusca del V seolo. a.C.: la Via Etrusca del Ferro.

Arrivo alle Valli di Comacchio

Giorno dopo giorno e passo dopo passo ci siamo accorti che ragionavamo, ne più ne meno, come i nostri antenati di duemilacinquecento anni fa. Infatti l’homo viator, qualsiasi sia il periodo storico a cui appartenga, ragiona allo stesso modo di un uomo tecnologico dei nostri giorni, che si muova a piedi. “Elementare Watson”, direbbe il grande Sherlock Holmes. Però queste considerazioni si fanno solo camminando per più giorni durante l’essere in cammino. Ragionando quindi come due ertruschi, siamo andati da una città etrusca all’altra, scegliendo il passo appenninico più basso ed accessibile. E’ stato un vero viaggio nelle magnificenze della provincia italiana. O meglio, in quelle Tosco-Emiliane dove la sera venivamo corroborati da cibi e mangiarini di una bontà emozionale.

Gianfranco verso l’Osteria Bruciata

Dopo il Passo di Montepiano, Grizzana Morandi ci ha accolto nel suo grembo rurale come una madre accoglie i propri figli. Infine, Marzabotto, l’etrusca Kainua, si è fatta in quattro per farci dono delle sue meraviglie etrusche, sparse per la grande area archeologica e raccolte amorevolmente nel Museo Pompeo Aria, come il fiore di loto che la meravigliosa statua bronzea della dea Uni, tiene nella sua mano. Abbiamo attraversato faggete ombrose e campagne assolate, scendendo lungo una delle valli Bolognesi per giungere nella Padania, piatta come un lenzuolo steso sull’erba ma ubertosa come nessun’altra terra sa esserlo. L’argine del Po’ di Primaro ci ha infine condotto alle Valli di Comacchio, dove gli etruschi più che camminare navigavano con i loro barchini per entrare nel porto fluviale di Spina dove finalmente conducevano il loro carico di prezioso metallo ferroso: la città etrusco-greca collegata da questa strada dei due mari, ambedue etruschi. Il Tirreno del mitico eroe Tirrhens e l’Adriatico della città etrusca di Adria.

Camminando, è noto, la mente si apre e l’anima si fa più leggera. Si tende a penetrare in quella dimensione che il grande Herman Hesse definiva “L’essere in cammino”. Una dimensione quasi onirica nella quale si entra solamente camminando a piedi per più giorni. Un mondo a parte il cui biglietto da pagare è la sola fatica della deambulazione per monti e valli, in ogni condizione climatica. Ecco che ancora ipnotizzati da quella particolare dimensione, durante una sosta, ci siamo inventati una giovane archeologa, Aura Seianti, che fa dei sogni esoterici durante i quali “vive” una vicenda che si svolge nel periodo della romanizzazione dell’etruria. Quando gli etruschi erano come i tibetani di adesso: oppressi. L’idea, partorita camminando, è piaciuta a tutti e due.

“I segreti della via etrusca”, Gianfranco Bracci – Marco Parlanti, Itaca, Castel Bolognese, 2015. – Info: www.facebook.com/gianfranco.bracci

Abbiamo scritto un canovaccio per lo svolgimento del futuro romanzo e poi abbiamo lasciato che le nostre galoppanti fantasie facessero il resto. Dal fusto sono nati i rami, poi i ramoscelli ed infine anche qualche fiore. Insomma, la storia ha preso il volo. Adesso che è stampato e rilegato, lo apriamo con devozione e rispetto. è stato partorito dalle nostre menti, diciamo sottovoce. è composto da una parte gialla, una parte storica ed una parte di vita comune che si svolge al giorno d’oggi con tutti i requisiti della vita moderna: fatta di amori, invidie, passioni, ecc. Queste parti si fondono bene…almeno così ci scrivono i vari lettori. Sembra che chi lo inizia, non veda l’ora di finirlo, tanto viene coinvolto dallo svolgersi delle vicende. Cosa fare per contraddire questi lettori? Comprarlo, leggerlo. e poi farci sapere.

Buona lettura.

 

 

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