I montanari, una storia in dialetto

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La saggezza della cultura contadina nei proverbi di una volta

di Adriano Simoncini

Fino al secondo dopoguerra la vita in montagna è stata dura da parere una favola a raccontarla. Ma i fatti sono fatti e lo confermano i proverbi e i detti del dialetto montanaro, la lingua che allora tutti parlavano, padroni e contadini, fin preti e dottori. Trascrivo dunque alcune testimonianze, traendole dalla memoria orale, perché il dialetto non si scriveva.

Sperènza l’a mors a e spdél
Speranza morì all’ospedale.

La vita, cioè, va affrontata con gli occhi aperti. Crudo sarcasmo e non compassione per Speranza, donna che pure prende nome e qui impersona una virtù cristiana. S’affidò ad altri, sperando: non va imitata. Anche perché:

pr’ i pió pistòl
aié un paradis da sé
per i più babbei
c’è un paradiso a parte.

Cioè occorre misura in tutto, anche nell’aver fiducia e nel prestarsi: a far bene si guadagna il paradiso, ma attenti a che non sia quello degli sciocchi, perché di furbi in giro ce n’è tanti. E poi:

fin c’a s’à dent in bocca
an se sa mai quel che tocca
fin che si hanno denti in bocca
non si sa mai quello che (ci) tocca.

La vita è lunga, ci devono cascare tutti i denti: premunirsi e non affidarsi a facili entusiasmi. Ben che ci vada:

ch’invècia immatés
chi invecchia diventa matto.

Un altro, e non il minore, dei mali della vecchiaia: perdere il buonsenso, la misura, il giudizio che sono propri del saggio, di chi cioè ‘sa’ le cose per averle vissute con lucida consapevolezza. Sa, ad esempio, che:

la vecia in bal l’è bela onna volta
la vecchia in ballo è bella una volta.

Ogni età ha infatti suoi comportamenti, che mal s’addicono ad altre. La vecchia che danza può far sorridere e muovere affetto purché si limiti a un solo ballo, altrimenti appare fuori luogo e aggiunge il ridicolo alla commiserazione. Anche se:

andér in duv i bàlen
o balér o fer d’cal vésta
andare dove ballano
o ballare o far finta.

Che fa il paio con l’altro:

ster coi zòp
zupichèr o fer d’cal vésta
(se vuoi) stare con gli zoppi
(devi) zoppicare o far finta.

E dunque attenti a dove si va e quali compagnie si frequentano, perché ogni gruppo, ogni ambiente ha proprie regole comportamentali. Pensarci prima.

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