I cavalieri del Colle della Guardia

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di Giuliano Musi

Durante il “viaggio” dal Colle di San Luca e nei giorni in cui la Sacra Immagine viene trasportata dal suo santuario sul Colle della Guardia alla Metropolitana di San Pietro (dove per oltre una settimana rimane esposta alla venerazione dei fedeli con continue e solenni liturgie) sono presenti nella cattedrale alcuni laici che, indossando il frac con distintivo d’argento all’occhiello, raccolgono le offerte. Sono i confratelli della “Pia Unione dei Raccoglitori Gratuiti nelle Celebrazioni della Beata Vergine di San Luca”. Tale compito è così singolare che questa Pia Unione si può considerare unica nel suo genere.
La consuetudine della discesa della Sacra Immagine è molto antica: avviene senza interruzioni (anche durante gli eventi bellici) dal 1433 quando, essendo Vescovo di Bologna il Beato Cardinale Nicolò Albergati, fu trasportata processionalmente in città per invocare la fine delle piogge torrenziali che rovinavano i raccolti e avrebbero causato una terribile carestia. Il maltempo cessò appena la Madonna  giunse nei pressi delle mura e dopo tre giorni di solenni celebrazioni il Senato bolognese fece voto di ripetere la processione ogni anno.
Il compito dell’organizzazione di questo evento fu affidato ad una confraternita laicale: la “Compagnia dei Devoti dello Spedale di Santa Maria della Morte”, così chiamata perché i confratelli si dedicavano all’assistenza dei condannati a morte, oltre che dei carcerati e degli infermi.
Questa Compagnia, fondata il 13 luglio 1336, ebbe nei secoli un notevole sviluppo, potendo contare tra i propri confratelli anche gli esponenti delle più importanti famiglie cittadine e gestendo un proprio ospedale e svariate opere di carità, cui poteva sopperire grazie all’ingente patrimonio formatosi con lasciti e donazioni.

Nel 1510 il Cardinale Alidosi, legato di Bologna, confermò alla Compagnia dell’Ospedale della Morte il diritto di custodire l’immagine della Madonna di San Luca e di organizzarne il culto pubblico. Nel 1586 il pontefice Sisto V la elevò al rango di Arciconfraternita. L’organizzazione dell’annuale discesa (comunemente chiamata “viaggio”) dell’Immagine della Madonna di San Luca costituiva il più importante avvenimento dell’attività dell’Arciconfraternita.
I mutamenti politici portati dalle truppe francesi portarono alla soppressione dell’Arciconfraternita il 9 luglio 1798 e la Municipalità di San Domenico ne assunse le rendite. Veniva così tolto il necessario sostegno finanziario a tutte le manifestazioni pubbliche di culto solenne che, anche se non vietate esplicitamente, venivano rese di fatto impossibili.

Il popolo bolognese, davanti a questa proibizione, si oppose fermamente tanto che il Commissario locale fu costretto ad autorizzare le processioni in forma privata. Fu allora che un gruppo di devoti iniziò a prendersi carico dello svolgimento delle celebrazioni e del suo finanziamento, raccogliendo offerte all’interno della Cattedrale di San Pietro, essendo vietato farlo all’esterno. Il viaggio della Madonna avvenne sotto la direzione e la responsabilità dell’Arcivescovo e senza processioni in città, con festeggiamenti in tono minore solo all’interno delle chiese.
Il 30 giugno del 1799 gli austriaci rientrarono in Bologna da Porta San Felice mentre i francesi scappavano da Porta Santo Stefano e la Chiesa bolognese iniziò subito un graduale ritorno all’esercizio della propria attività senza imposizione di costrizioni. I beni degli istituti religiosi però erano stati alienati a terzi od incamerati dal Governo ed adibiti ad usi diversi.
Alessandro Zanetti, orafo, che per lunghi anni si era preoccupato di organizzare la raccolta anche fuori dalla chiesa, ebbe l’idea vincente e con alcuni confratelli diede vita agli attuali Raccoglitori della Madonna di San Luca, che si possono considerare eredi della Compagnia dei Devoti dello Spedale di Santa Maria della Morte.
Successivamente alla cacciata dei francesi la Madonna scese nel novembre 1799 e nel marzo del 1800, per riprendere poi l’abituale viaggio. I Raccoglitori accompagnavano le processioni con la Beata Vergine di San Luca dal Monte della Guardia fino in città e, oltre ad effettuare la questua nella Cattedrale, un gruppo provvedeva a visitare le case e le botteghe per la raccolta di offerte.
Il Cardinale Carlo Opizzoni, rientrato dalla prigionia napoleonica, si adoperò per riorganizzare la Diocesi bolognese e le funzioni in onore della Madonna di San Luca e con esse anche la partecipazione dei raccoglitori, concedendo due regolamenti ed anche la pubblicazione del loro elenco sul “Diario Ecclesiastico” diocesano.
Il primo regolamento del 18 maggio 1821 prevedeva un organico di trenta membri, non troppo anziani né giovani, di buon portamento; almeno un quarto di loro non doveva avere impegni di lavoro per assicurare il servizio in modo regolare.

Il secondo regolamento risale al 1 dicembre 1841 e pur mantenendo il numero dei raccoglitori in trenta ne prevede fino a sei in soprannumero; oltre al Capo vengono previste le figure di un Vice Capo ed un Segretario. La giacca per il servizio in chiesa doveva essere nera così come i calzoni (scontata la scelta di indossare il frac). I raccoglitori, nominati sempre dall’Ordinario, conservavano i requisiti di età e di condizione già regolamentati e dovevano essere irreprensibili per moralità e condotta religiosa.
Con lo Statuto-Regolamento del 15 febbraio 1897, i membri divennero trentasei, tutti effettivi e scomparvero i soprannumerari; vennero previsti gli incarichi di Presidente e Vice-presidente e per il raccoglitore troppo anziano la possibilità di divenire “onorario”; venne confermato l’uso esclusivo dell’abito con giacca, gilet e calzoni di colore nero e cravatta a nodo. Il servizio della raccolta in chiesa ebbe forti condizionamenti a causa delle professioni e degli impegni negli uffici o nelle aziende dei membri, che ebbero difficoltà nel trovare il tempo indispensabile al servizio.
Per questa ragione il 5 ottobre 1925 il Cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca approvò un nuovo Statuto-Regolamento che portava a cinquanta il numero dei raccoglitori. Si stabiliva inoltre che la direzione fosse affidata ad un Consiglio Direttivo di sette persone: presidente, vicepresidente, segretario e quattro ispettori. Le proposte per i nuovi membri dovevano essere sottoposte all’esame del consiglio direttivo, così come l’esclusione degli indegni; ogni nuova ammissione doveva essere comunicata a tutti i membri per eventuali obiezioni. Le condizioni di età, moralità e condizione sociale rimanevano inalterate. Venne istituito il ruolo dei soci “onorari” 

che per motivi di età o di salute non potevano più partecipare alla raccolta e veniva accordata la possibilità di dispensa temporanea dalla raccolta, fissata in almeno otto ore.
Era confermato l’abito, previste borse in cuoio uniformi e numerate, il distintivo all’occhiello del bavero, nonché il divieto di farsi sostituire da persone non appartenenti alla Pia Unione. Era prevista inoltre la celebrazione di una messa di suffragio per il decesso di un raccoglitore e l’annuale pellegrinaggio alla Basilica di San Luca con messa a suffragio di tutti i raccoglitori defunti. Fu il Cardinale Nasalli Rocca che per primo attribuì ai raccoglitori gratuiti il titolo di “Cavalieri della Madonna”.
Il Cardinale Giacomo Biffi, il 4 novembre 1987, ha approvato le nuove norme sulla Pia Unione dei Raccoglitori gratuiti nelle Celebrazioni della Beata Vergine di San Luca, composte da uno statuto di 21 articoli e da un regolamento di 16, che porta solo piccole modifiche a quanto deciso in passato. Infine Il 13 giugno 2008 è stato approvato dal Card. Carlo Caffarra lo statuto attuale formato da 32 articoli.
Si è ripresa infine una nota di colore che risale all’epoca dell’Arciconfraternita di Santa Maria della Morte. Questo sodalizio, come testimoniano i verbali, concludeva le proprie adunanze distribuendo ai partecipanti una ciambella, come gesto di condivisione e fraternità dei valori fondanti di ogni confraternita.
Di qui la rinnovata tradizione sentita ed immancabile, di terminare i pranzi comunitari (attualmente in occasione del pellegrinaggio al Santuario di San Luca e del ritiro all’inizio della Quaresima) con la distribuzione di questo antico dolce, che è offerto dal Presidente pro-tempore.
Nella sua opera ” Bologna che scompare “, affresco della vita bolognese tra gli anni 1850 e 1888, Alfredo Testoni noto commediografo bolognese autore della celebre commedia ” Il Cardinale Lambertini “, parlando della processione della Madonna di San Luca ricorda i Raccoglitori molto noti nella Bologna dell’epoca.

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