Piatto povero ma alla base della nostra alimentazione sin dalla notte dei tempi. E anche il primo ristorante noto come tale fu aperto nel 1765 da un venditore di minestre
di Katia Brentani
Con l’arrivo della stagione autunnale cosa c’è di meglio di una zuppa calda per coccolarci, per riscaldare il corpo e nutrire l’anima. La zuppa esiste dalla notte dei tempi, è semplice da preparare, nutriente e versatile. La prima traccia documentata dagli archeologi risale a circa ventimila anni fa. Nella grotta di Xianrendong, in Cina, sono stati rinvenuti frammenti di ceramica con segni di bruciature. Questi contenitori venivano utilizzati per scaldare gli alimenti, le prime zuppe. Per tanti anni La zuppa è stato il piatto principale delle fasce più povere della popolazione e l’alimento dei soldati, come la “zuppa nera” che mangiavano i soldati spartani, preparata con gli scarti del maiale e l’aggiunta del sanguinaccio e del vino. Per l’ esercito ottomano la zuppa era talmente importante che gli ufficiali della fanteria personale del sultano erano chiamati “Chorbaji”, il cui significato letterale è “cuoco della zuppa”. Non a caso il primo ristorante, noto come tale, fu aperto nel 1765 da un venditore di minestre, M. Boulanger, e serviva solo zuppe e minestre. Il locale prese il nome dal motto latino “Venite ad me omnes qui stomacho laboratis et ego resta urabo” (venite da me voi tutti il cui stomaco si lamenta e io vi ristorerò). La parola “zuppa” ha origine dal gotico suppa (da cui deriva suppe in tedesco, soupe in francese e soup in inglese) che significa “fetta di pane bagnata”. Povera come piatto, ma nutriente e gustosa, la zuppa veniva preparata con quanto si riusciva a raccogliere nei campi, nell’orto o nel bosco aggiungendo, quanto c’era, un po’ di pollame o di maiale. La zuppa è leggera, ipocalorica e gustosa. Si può preparare di sole verdure, con legumi, aggiungere aglio e cipolla, carne, uova, soia, miso. Non è solo nutriente, ma mette allegria. Si può servire con crostini, fette di pane grigliato o grattugiato vegetale. Si può guarnire con prezzemolo tritato, erbe aromatiche, falde di peperoni, dadini di zucca, scaglie di Parmigiano Reggiano, piccoli fiori, bacche, fiori di zucca e altro ancora.
LE RICETTE DI PIANURA E MONTAGNA
- Zuppa di cavolo rapa al cardamono
- Ingredienti: 500 gr di cavolo rapa,1 litro di brodo di verdure, 1 patata, cardamomo q.b., olio evo, sale, crostini a forma di cuore o polpettine di pane.
Procedimento: pelare, lavare e tagliare a dadini il cavolo-rapa. Sbucciare, lavare e tagliare a dadini la patata. Mettere a cuocere nel brodo il cavolo-rapa e la patata.
Quando le verdure iniziano a disfarsi sono cotte. Salare e servire la zuppa calda cosparsa con semi di cardamomo e accompagnata da crostini di pane a forma di cuore o polpettine di pane. - Zuppa del bosco
- Ingredienti: 100 gr di funghi porcini, 100 gr di finferli, 300 gr di orzo perlato, 1 porro, 1 gambo di sedano, 2 carote, il litro e mezzo di brodo di carne (o vegetale), olio evo, prezzemolo tritato q.b., sale e pepe.
Guarnizione: fettine di porcini, finferli piccoli e crostini
Procedimento: pulire, lavare le verdure e tritarle. Versare in una pentola due cucchiai di olio evo, unire le verdure, fare dorare e aggiungere l’orzo. Unire i funghi porcini e i finferli tagliati a fettine e coprire con 2 litri di acqua. Fare cuocere fino a quando l’orzo non è cotto (circa 40 minuti).
Guarnire con fettine di porcini, finferli e crostini.