DA VEDERE – Il patrimonio delle antiche Opere pie bolognesi raccolto dall’Asp Città di Bologna a Palazzo Rossi Poggi Marsili. Tra i capolavori del ‘600 e del 700 spiccano le tele di Elisabetta Sirani, Prospero e Lavinia Fontana, Marcantonio Franceschini, Giuseppe Maria Crespi e Donato Creti
di Lamberto Monti
C’è un luogo, nel centro storico di Bologna, dove la bellezza dei maestri del Seicento e del Settecento non si limita a farsi ammirare, ma si trasforma in uno strumento vivo di inclusione e riscatto sociale. Questo luogo è La Quadreria di ASP Città di Bologna, situata nello storico Palazzo Rossi Poggi Marsili di via Marsala 7.

La Quadreria custodisce una delle collezioni d’arte più affascinanti e storicamente significative dell’intera regione. La sua unicità risiede nella sua stessa origine: non nasce dal collezionismo o dall’attività culturale di una singola persona, ma è il frutto di secoli di solidarietà e vicinanza ai fragili. I dipinti, le sculture e i manufatti provengono infatti dal patrimonio delle antiche Opere pie bolognesi – come il Conservatorio del Baraccano, l’Orfanotrofio San Leonardo, l’Opera pia dei Poveri vergognosi, l’Ospizio dei Vecchi settuagenari; istituzioni secolari oggi confluite in ASP Città di Bologna. Molte di queste opere furono donate nel corso dei secoli da beneficiari, nobili e artisti come segno di gratitudine o lascito testamentario per sostenere le attività di assistenza e protezione dei più deboli.
Passeggiando per le sale del museo, si compie un vero e proprio viaggio nell’arte e nella storia di Bologna. La collezione vanta capolavori di valore. Spiccano tele firmate da Elisabetta Sirani, Prospero e Lavinia Fontana, Marcantonio Franceschini, Giuseppe Maria Crespi e Donato Creti. Tra pale d’altare, intense tele di carattere religioso e ritratti dei benefattori riflette non solo l’evoluzione stilistica della scuola locale, ma anche la storia sociale, i volti e l’anima stessa della comunità bolognese attraverso i secoli.
Il percorso espositivo comprende anche la “Sala delle Mappe” che rappresenta una delle sezioni più affascinanti e sorprendenti dell’intero percorso espositivo de La Quadreria di ASP Città di Bologna.
Se le prime otto sale del museo celebrano la grande pittura bolognese, questa nona sala si apre come una vera e propria finestra sul mondo, raccontando come gli uomini del Seicento immaginavano, esploravano e cartografavano la Terra. Un vero giro del mondo attraverso cinque meravigliose carte geografiche originali del 1600, i quattro continenti conosciuti all’epoca (Africa, Europa, Asia, America) e un planisfero.

Ma la vera unicità di questo museo risiede nel legame indissolubile tra l’eccellenza storico-artistica e la sua missione sociale originaria, che oggi si traduce in progetti moderni e d’avanguardia.
Oggi La Quadreria non è semplicemente “aperta al pubblico”, ma è pensata per abbattere ogni tipo di barriera: architettonica, sensoriale, cognitiva e culturale. L’accessibilità qui non è un termine astratto o un adempimento burocratico, ma una pratica quotidiana.
Attraverso percorsi dedicati, supporti tecnologici e didattici inclusivi, il museo si assicura che chiunque – dalle persone con disabilità visiva o uditiva agli anziani con fragilità cognitive, fino ai nuovi cittadini – possa fruire dell’esperienza culturale in modo pieno, autonomo, dignitoso e accogliente.
Ciò che rende La Quadreria un’eccellenza nel panorama culturale contemporaneo è l’adozione dell’arte come catalizzatore di empowerment.
Nei suoi spazi, la cultura diventa un mezzo per donare e restituire voce e fiducia alle persone, specialmente a coloro che vivono condizioni di vulnerabilità o marginalità sociale.
Il museo promuove attivamente laboratori, percorsi di inserimento e progetti partecipati in cui i visitatori non sono spettatori passivi, ma co-creatori di significato e di esperienze.
Attraverso la mediazione del patrimonio artistico, le persone vengono stimolate a esplorare le proprie emozioni, a riscoprire potenzialità e a sviluppare nuove competenze.
I dipinti della Quadreria, con le loro storie di santi, eroi e vicende umane, diventano specchi in cui riflettere il proprio vissuto e rielaborarlo. In questo modo, l’incontro con l’opera d’arte genera benessere psicologico, favorisce la coesione sociale e contrasta l’isolamento, restituendo a ciascuno il proprio ruolo attivo all’interno della comunità.
Il legame con il territorio, sia con la città di Bologna che con il territorio metropolitano si esprime anche nella capacità del museo di fare rete. La Quadreria collabora costantemente con associazioni locali, cooperative sociali, scuole e istituzioni sanitarie, trasformandosi in un vero e proprio “laboratorio di cittadinanza”. È un punto di ritrovo intergenerazionale e interculturale dove nasce la possibilità di incontrarsi e di arricchirsi a vicenda, sotto il segno della bellezza e dell’arte.
In un’epoca in cui si riflette a fondo sul ruolo sociale della cultura, La Quadreria di ASP Città di Bologna traccia una strada ben precisa. Dimostra che un museo può essere contemporaneamente un luogo di valore scientifico e un porto sicuro, un’officina di solidarietà e crescita personale.
Andare alla Quadreria non significa solo fare un viaggio nella grande pittura bolognese, ma partecipare a un’esperienza collettiva di cura e condivisione. Un luogo dove l’arte, nel senso più nobile del termine, si prende cura delle persone.