Da BIAVATI a BULGARELLI, gli sportivi che riposano in Certosa

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Dal calcio ai motori passando per la ginnastica, nel cimitero ai piedi del colle della Guardia molte tombe monumentali sono dedicate a chi ha lasciato un segno nel mondo dello sport

Testo di Roberto Sarmenti
Foto di Irene Sarmenghi

All’interno del cimitero della Certosa riposano personaggi che hanno primeggiato nello sport. Vi sono atleti come Raffaele Gazzotti specialista negli esercizi agli anelli della Fortitudo delle origini o Amedeo Donati atleta attrezzista. Molti appartengono al mondo degli sport motoristici ed hanno lasciato segni indelebili nella storia dello sport e della meccanica: tra questi Alfieri Maserati, Ferruccio Lamborghini, i fratelli Ducati, Olindo Raggi, Amedeo Ruggeri e Bruno Deserti.  Alcuni sono morti in pista ancora giovani, altri, partendo da piccole officine, hanno creato marchi che tutti conoscono: Maserati, Lamborghini e Ducati sono simboli dell’eccellenza italiana. 

Olindo Raggi ed Amedeo Ruggeri. In memoria dei due motociclisti uniti dal destino di una morte in pista, venne eretto il monumento dello scultore Armando Minguzzi.

Bruno Deserti nei primi anni Sessanta era uno dei più promettenti piloti italiani. Il 25 maggio 1965 andò a Monza per partecipare ad una simulazione della 24 Ore di Le Mans assieme ai piloti ufficiali della Scuderia Ferrari All’ottavo giro di pista. la Ferrari scartò improvvisamente verso l’esterno della pista poco prima della Curva Grande e sparì tra gli alberi da cui si innalzò un denso fumo. Il referto medico attestò poi che Deserti non fu ucciso dalle fiamme ma dal violento impatto contro un albero.  Sulla tomba, progettata da Ferdinando Forlay, Cleto Tomba ha rappresentato Deserti con un casco da pilota quasi a ricordare ciò che Enzo Ferrari scrisse nel suo Annuario del 1965: Il ragazzo venne a salutarmi e mi mostrò il suo casco nuovo: lo aveva acquistato per il suo grande giorno, quello – mi disse – che stava coronando il suo sogno. Lo salutai sorridendo e mi allontanai.

IL BOLOGNA

In Certosa riposano i presidenti Renato Dall’Ara, Luigi Goldoni, Luciano Conti, Paolo Graziani, Emilio Arnstein e Louis Rauch che del Bologna fu fondatore, primo presiedente ed anche allenatore.

Vi riposano anche molti giocatori.

I fratelli Cesare e Guido Alberti. Cesare “Mimmo” centravanti di straordinarie doti e di micidiale sfortuna, si affermò giovanissimo come straripante uomo gol, prima di essere fermato da un infortunio al ginocchio.

I fratelli Angelo ed Emilio Badini. Angelo, giocatore di esemplare correttezza, giovane colto (si diplomò architetto) e di contagiosa simpatia; divenne proverbiale il suo «Sveglia!» gridato ai compagni nei momenti di difficoltà, capace di rianimare una prestazione scialba. Emilio fu il primo giocatore del Bologna a vestire la maglia azzurra.

Gastone Baldi: il tocco di palla morbido, lo stile elegante di corsa, la precisione del lancio, il senso istintivo dei tempi della manovra e la continuità incessante dell’apporto al gioco gli valsero l’etichetta di “centromediano in frac”.

Amedeo “Medeo” Biavati dribblò l’Europa e il mondo intero col folgorante volo di danza del suo “passo doppio”.

Giacomo Bulgarelli il miglior centrocampista italiano della sua generazione, il più completo di tutti, capace di abbinare la corsa allo stile, la visione di gioco al tiro a rete.

I fratelli Guido e Mario Della Valle. Guido, autentico pioniere dello sport, fu uno dei fondatori del club rossoblù, domenica 3 ottobre 1909 presso la sede del Circolo Turistico Bolognese, nei locali della “Birraria” Ronzani in via Spaderie 6.

Mario fu prolifico goleador prima che la laurea in Medicina e gli impegni di lavoro lo costringessero ad abbandonare gli amati colori rossoblù.

Pietro Genovesi “Piréin” fu uno dei grandi in assoluto del primo grande Bologna. A 17 anni era già in prima squadra. Secondo giocatore del Bologna a vestire la maglia azzurra, conquistò la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Amsterdam nel 1928 e totalizzò 10 presenze in Nazionale.

Arrigo Gradi fu uno dei fondatori. Postosi il tema della divisa sociale fu lui ad avanzare una proposta: aveva con sé e mostrò ai presenti i due esemplari della divisa del Collegio Wiget di Rorschach in Svizzera, dove aveva studiato, riportando a casa al ritorno quel ricordo; era una casacca a scacchi rossi e blu, adottarla avrebbe comportato tra l’altro un risparmio economico, dovendone a quel punto procurare solo altre 8 (il portiere indossava un maglione di colore uniforme, solitamente nero). L’offerta venne immediatamente accolta e il Bologna ebbe la sua prima divisa.

Giuseppe Muzzioli era attaccante dalla straordinaria rapidità, in contrasto col fisico, piuttosto grassottello, che durante le azioni lo faceva in qualche modo assomigliare a una prosperosa massaia in corsa: il proverbiale senso dell’ironia dei tifosi bolognesi aveva fatto il resto, accostandolo alla più famosa donna cannone dell’epoca, di nome “Teresina”.

Ezio Pascutti terzo realizzatore di sempre, tra i giocatori rossoblù, con 142 reti in gare ufficiali. Campione d’Italia nel 1964,

Bernardo Perin fu una delle attrazioni del Bologna degli anni Venti e di classe ne aveva da vendere. Nel 1919, il Bologna lo acquistò per una cifra all’epoca colossale: 2 lire. Lui accettò a patto che gli garantissero il lavoro, aprendogli un forno.

Alfonso Pessarelli, “difensore eclettico” del Bologna Football Club sin dal primo campionato del 1909/ 1910 riposa assieme ai compagni ed amici Angelo ed Emilio Badini.

Alberto Pozzi soprannominato sia “al cinais” per la sua pelle olivastra e l’obliquità del suo sguardo sardonico», sia “zinzela” (zanzara) per via del modo di giocare, rapido e pungente: le sue ubriacanti, rabbiose fughe sulla fascia mandavano in visibilio il pubblico.

Rafael Sansone raffinato campione.

Angelo Schiavio massimo bomber dei suoi tempi, 348 partite e 241 gol, tutti in A, tutti col Bologna. Il Bologna faceva tremare il mondo soprattutto coi suoi gol.

Vanno anche ricordati i giocatori: Renato Bottacini, Ruggero Bernardi, Arrigo Busi,  Paolo Cacciari, Giuliano Fiorini, Vincenzo Guidastri, Linardi Lupo Orso Leone, Bruno Maini, Aurelio Marchese, Giuseppe Martelli, Adriano Minelli, Silvio Naldi, Guido Nanni, Federico Rossi, Giuseppe Rubini, Giuseppe Totti, Giuseppe Vavassori, Umberto Venzo, Renato Zecchi e Arcangelo Zerbini.

Il primo segretario generale Alessandro Oppi. Di lui Dall’Ara diceva: «Non avrei vinto tutto quello che ho vinto alla guida del Bologna se non avessi avuto alle spalle il “mio” Nino».)

Il consigliere Enrico Sabattini che, in coppia con Alessandro Oppi, trovò il campo della Cesoia e poi quello dello Sterlino

Il massaggiatore Ulisse Bortolotti.

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