CINCIARELLA

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Obiettivo Appennino – Gli scatti di William Vivarelli nelle Valli Bolognesi

(articolo pubblicato nel numero uscito nell’autunno 2018)

La Cinciarella è lunga appena 10,5-12 cm e pesa intorno ai 12 grammi. La livrea è molto vivace, presentando per entrambi i sessi una colorazione blu cobalto sulla nuca, sulle ali e sulla coda; verdastra sul dorso, mostra una mascherina bianca, attraversata da una linea nera all’altezza degli occhi, e il petto giallo zolfo. Ha il becco nero a punta e zampe corte e robuste grigio-blu. Il giallo dei giovani è molto più vivace di quello degli individui adulti.

In Italia la cinciarella è sostanzialmente stanziale, ma nelle regioni più settentrionali può compiere piccole migrazioni per scendere di quota e raggiungere climi più miti, dove trova più facilmente il cibo. Dal carattere docile e curioso, questo uccello si avvicina spesso ai centri abitati, soprattutto se è presente una mangiatoia. Grazie alle piccole ali riesce a compie acrobatiche evoluzioni fra i rami in cerca di cibo, costituito principalmente da bruchi, ragni, larve e piccoli invertebrati. In inverno, però, per sopravvivere la cinciarella si accontenta di bacche, frutti, semi, pinoli e gemme.

L’ambiente prediletto dalla cinciarella è rappresentato dai boschi di latifoglie a quote inferiori a 1500 m s.l.m., mentre si trova raramente in quelli di conifere. Questa specie frequenta con una certa regolarità anche le coltivazioni arboree. Il nido viene costruito sempre in cavità di alberi, comprese quelle scavate dai picchi, o anche di muraglie, spesso caratterizzate da fori d’ingresso di pochi centimetri di diametro. Accetta molto volentieri anche le cassette nido. Le covate sono sempre numerose, il numero di uova deposte varia infatti tra 7 a 11. La cova viene portata avanti dalla sola femmina per circa due settimane. Altri 15-20 giorni servono ai piccoli per potersi sviluppare fino al punto da poter abbandonare il nido.

Un interessante esempio di strategia alimentare e trasmissione di insegnamenti tra gli uccelli fu notato negli anni sessanta in Inghilterra, quando si osservò come le cinciarelle avessero imparato ad aprire a colpi di becco i tappi di alluminio delle tradizionali bottiglie del latte per berne il contenuto

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