A spasso con Filopanti tra i palazzi e i musei di BUDRIO

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Un percorso lungo le strade del centro per non perdere i tanti tesori che costudisce. Nei dintorni meritano una visita, magari in bici, sia Bagnarola che il bellissimo Borgo di Selva Malvezzi

di Stefano Gottardi

(articolo pubblicato nel numero uscito nell’inverno 2017)

Budrio, con la sua campagna, è sicuramente una delle località più ricche di storia, arte e cultura della pianura bolognese e vale la pena fare una passeggiate nelle vie del centro per scoprire i piccoli tesori che conserva. Se poi deciderete di farla la prima domenica del mese, tra i banchetti del mercatino dell’antiquariato o in occasione delle numerose iniziative che animano il centro storico, l’atmosfera che avvolge questo piccolo borgo sarà ancor più piacevole.

Gli interni del Palazzo Comunale

Per scoprire le principali attrazioni del paese si parte dalla centrale piazza intitolata a Quirico Filopanti, dove si trova lo storico Palazzo Comunale, o ‘Palazzo Torre’: la sua trecentesca struttura, lo splendido scalone di accesso al primo piano e la sala del Consiglio ne fanno uno dei piccoli gioielli della pianura bolognese testimoni del sodalizio artistico tra l’architetto Alfonso Rubbiani e il pittore minerbiese Achille Casanova.

Imboccando la via principale e girando in via Garibaldi, la strada della cultura, troverete i principali contenitori culturali della città, uno di seguito all’altro: il Museo dei Burattini con la straordinaria collezione di burattini, pupi, marionette, ombre, case giocattolo, scenografie, oggetti di scena e documenti raccolti dai burattinai Vittorio Zanella e Rita Pasqualini; la Pinacoteca Civica che espone preziosi dipinti di Vitale da Bologna, Tommaso Garelli, Dosso Dossi, Bartolomeo Passerotti, Lavinia Fontana, Alessandro Tiarini, Giuseppe Maria Crespi e Alessandro Guardassoni, e al piano superiore il Museo Archeologico Paleoambientale; il bellissimo Teatro Consorziale, prezioso esempio di teatro all’italiana costruito nella seconda metà del ‘600 e in ultimo il Museo dell’Ocarina,

Museo dell’ocarina di Budrio

uno spazio dedicato al piccolo flauto in terracotta che ha reso Budrio famosa in tutto il mondo; il museo racconta, attraverso gli strumenti di Giuseppe Donati, Cesare Vicinelli e Alberto Mezzetti, la fortuna e le vicende di questo strumento musicale; le fotografie, gli spartiti e i dischi illustrano i gruppi ocarinistici che hanno dato vita ad un ricco repertorio musicale dall’Ottocento ai giorni nostri, mentre ampia parte dell’esposizione è dedicata ai costruttori contemporanei di ocarine e di strumenti musicali in terracotta di Budrio e di vari Paesi del mondo. 

Piazza Antonio da Budrio, chiesa di S. Domenico

In fondo a via Garibaldi si trova la Chiesa di San Domenico: affacciata sulla piazza Antonio da Budrio, fu eretta all’inizio del seicento e successivamente affidata ai frati domenicani; l’edificio sacro ha davanti uno spazioso portico a tre arcate dell’ultimo decennio del XVII secolo e sulla parete di fondo, in quattro nicchie, vi sono le statue di San Domenico, San Tommaso, Santa Rosa e Santa Caterina, mentre, al centro, un altorilievo raffigura l’Assunta. La piazza su cui si affaccia la chiesa è affiancata dal Portico delle Armi, così chiamato perché le famiglie e le Compagnie che lo avevano fatto erigere vi avevano fatto dipingere il loro stemma. Gli unici rimasti, recentemente restaurati, sono quello della Compagnia del Monte di Pietà e quello del Barone della Noce.

Giunti a questo punto potete tornate verso il centro imboccando via Marconi e prima di rientrare nella piazza girate a sinistra proseguendo fino a che non vi troverete di fronte il vecchio acquedotto, oggi riconvertito a luogo della cultura con un creativo progetto di riqualificazione che ne hanno fatto un bell’esempio di recupero dell’archeologia industriale: le Torri dell’Acqua al cui interno si svolgono regolarmente esposizioni, concerti e altre iniziative culturali.

Imboccando via 3 novembre si giunge al torrione del Risorgimento (bisogna ricordare che Budrio era una località fortificata e rimangono ancora le tracce delle trecentesche mura e torri) in cui è documentata la storia di Budrio dell’Ottocento. Proseguendo con una piccola deviazione sulla via Muratori, dove è possibile vedere la bellissima scuola dall’architettura e dalle decorazioni in stile Aemilia Ars, si arriva al torrione della Canapa, che come dice il nome, conserva la Raccolta di utensili e strumenti per la lavorazione della canapa, a testimonianza della lunga tradizione di coltivazione di questa pianta nel territorio budriese.

A questo punto la passeggiata per il centro storico di Budrio è conclusa, ma se si vuole apprezzare la ricchezza di tutto il territorio si possono fare integrazioni al percorso, magari utilizzando la bicicletta, e scoprire le ville e i borghi della campagna circostante. Ad esempio prendendo la direzione San Giovanni in Persiceto si può raggiungere la località Bagnarola, conosciuta anche come la Versailles bolognese per via delle numerose ville di campagna:

Selva Malvezzi

Palazzo Ranuzzi Cospi e il complesso di Villa Malvezzi Campeggi sono splendidi esempi delle dimore di campagna della nobiltà bolognese; in alternativa si può anche sconfinare e raggiungere il bellissimo Borgo di Selva Malvezzi, ma come fare per scoprire nel dettaglio queste opportunità? Il Comune di Budrio, assieme alla comunità, ha realizzato un interessante raccolta di percorsi e itinerari che vi accompagneranno in queste località: sul sito del comune www.comune.budrio.bo.it un link al progetto I Like Budrio Bike vi porterà direttamente a scoprire la mappa con tutti i percorsi sul territorio.

 

Per scoprire Budrio avete anche un’altra possibilità: www.budrioquiricode.com è un sito che raccoglie le principali informazioni sui luoghi di Budrio; al suo interno brevi schede descrittive e una piccola galleria fotografica descrivono il patrimonio culturale della città. A voi la scelta

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