A passo sull’Alpe di Monghidoro

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Circa 14 chilometri attorno ad una delle cime più alte dell’Appennino, in mezzo ad una natura poco ha da invidiare al Trentino, alla scoperta dei mulini nascosti nel bosco

 Di Stefano Lorenzi

(Pubblicato sul numero uscito nella primavera del 2012)

L’itinerario che vi proponiamo ci porta a scoprire l’Alpe di Monghidoro. Si  parte da Piamaggio (Monghidoro) dove in un ampio parcheggio potrete lasciare la vostra auto. Di fronte al parcheggio si trova il Museo della Civiltà Contadina dell’Appennino e se capitate di domenica è possibile visitarlo. Si parte percorrendo via dei Ca’ dei Grassi seguendo il sentiero CAI 907. Dopo circa un chilometro di asfalto tra belle villette il sentiero si inerpica a destra in un vecchia cavedagna. Stiamo entrando nel cuore dell’Alpe di Monghidoro, un luogo veramente bello dal punto di vista naturalistico. Dopo circa 30 minuti di cammino, seguendo rigorosamente le indicazioni del 907, si arriva alla sorgente delle Polente dove ci si può ristorare. Poi il sentiero gira a sinistra e dopo poco si arriva al bel prato dell’Uomo Gobbo, un luogo che non nulla da invidiare al Trentino. Il sentiero risale dopo aver passato un ponticello e poco dopo si arriva alle rovine dell’Osteria del Fantorno. La strada sale ancora verso la vetta dell’Alpe, ma qui è più dolce e in breve si arriva su un’ampia strada ghiaiata; a sinistra si scende verso il passo della Raticosa o all’Osteria del Fantorno, noi invece procediamo a destra (CAI 917) e dopo circa 500 metri arriviamo in un ampio slargo.

Vi suggerisco di andare a destra per una piccola deviazione (200 m) arriviamo alla Croce dell’Alpe (1229 m. slm punto più alto del nostro itinerario)  dove si gode di un bellissimo panorama e dove fare una breve e meritata sosta.  Ritorniamo indietro fino al piazzale e proseguiamo lungo il 917 in direzione Le Passeggere. Poco più avanti il sentiero scende a destra in direzione Poggio Rossetti (CAI 909)  Un ampio sentiero sul crinale in leggera discesa. Il sentiero continua a scendere fino a Campo di Roma e poi poco prima di Ca’ dei Rossetti, gira secco a destra in direzione Ca’ di Guglielmo. Si segue sempre il CAI 909. Giunti in località Ca di Guglielmo sulla destra troviamo il vecchio mulino (datato 1776), noi giriamo a sinistra dentro al borgo. Il sentiero scende costeggiando un ruscelletto e qui incontriamo tre piccoli mulini ad acqua. Il sentiero prosegue passando le case di Ca’ di Briscandoli e in circa 10 minuti si arriva a Piamaggio.  Qui vi consigliamo di fermarvi a pranzo presso l’Osteria del Borgo dove i fratelli De Fanis vi delizieranno con piatti sfiziosi. Il percorso totale è di circa 14 chilometri e occorrono poco più di 4 ore e 30.

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