Nelle terre di Biagi e Terzani

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A novembre tre giorni di cammino che toccano i luoghi più amati dei due giornalisti figli della montagna. Si parte da Pianaccio per salire in quota e poi ridiscendere nel versante toscano dell’Appennino fino a Pistoia passando per Orsigna a Pracchia

Di Marco Albertini

Un esaltante, intenso e mistico trekking di tre giorni nelle terre d’alta quota che hanno accolto, ospitato e nutrito due grandi personaggi e giornalisti italiani: Enzo Biagi e Tiziano Terzani. Figure emblematiche ed importanti della storia non solo italiana ed europea ma anche mondiale. Ebbene, conosciamoli un po’ più da vicino.

Enzo nasce nel suggestivo borgo di Pianaccio incastonato nella Valle del Silla, sotto il massiccio del Corno alle Scale in provincia di Bologna. Trascorre infanzia e giovinezza nei boschi d’Appennino per poi entrare a far parte nel 1944 della Brigata Partigiana “Giustizia e Libertà” al fine di offrire il suo contributo alla lotta di liberazione dal nazifascismo. A guerra ultimata, inizia la sua avventura giornalistica che lo porterà ad incontrare decine e decine di persone famose, ad intervistare i più importanti personaggi del suo tempo ma, come dichiara lui stesso molti anni dopo, “ho girato il mondo ma, in fondo, non mi sono mai allontanato da Pianaccio”. Infatti Enzo vi torna ogni estate, in agosto, per godersi il fresco degli alberi, il suono rassicurante del torrente Silla dietro casa e respirare quell’aria così buona e salubre tipica della montagna.

Quella stessa montagna che ha folgorato in modo così intenso un altro giornalista di origine fiorentina: nel versante sud dell’Appennino, si snoda la verdeggiante e impervia Valle dell’Orsigna. In qualità di reporter per conto di una nota testata giornalistica tedesca, Tiziano ha trascorso più di 30 anni nel sud-est asiatico, documentando direttamente e con l’occhio acuto ed attento molti e fondamentali avvenimenti del secolo scorso, quando, in assenza di internet e dei social media, la conoscenza dell’informazione ancora si trasmetteva, in prevalenza, con la radio e la carta stampata, dato che la televisione non era diffusa come ai giorni nostri. Successivamente, la diagnosi di un tumore all’Ospedale Maggiore di Bologna induce Tiziano ad una svolta: lascia la professione giornalistica e si incammina lungo un tortuoso sentiero di guarigione che lo porta, come Enzo, in giro per il mondo a sperimentare varie discipline e tecniche olistiche di cura, fino ad arrivare ad Orsigna, dove trascorre serenamente gli ultimi anni di una vita ricca e intensa, a contatto con una natura magnifica e vitale.

E proprio la natura, nel suo massimo e magico splendore autunnale, accompagnerà i nostri passi in questo trekking di inizio novembre. Passi, che, insieme ai nostri respiri, ci guideranno su, in alto, sulla sommità del crinale appenninico. Partendo dal versante emiliano di Pianaccio saliremo in quota fino a sfiorare il cielo e poi giù in discesa, nella provincia toscana di Pistoia fino ad arrivare, dopo essere transitati per Orsigna, a Pracchia, adagiata nel fondovalle del fiume Reno.

In questo cammino saranno soprattutto due i momenti topici: il primo giorno, attraversando Pianaccio, ne visitiamo il piccolo e caratteristico cimitero: infatti, entrandovi, gli uomini sono tutti sepolti a destra e le donne tutte a sinistra, come un tempo usava disporre le salme nei cimiteri di alcune borgate appenniniche. Qui, coccolato dal suono cullante del torrente Silla, il corpo di Enzo riposa dal 6 novembre 2007, giorno della sua dipartita dal corpo fisico in questo mondo.

Il secondo momento di grande intensità emotiva si realizza verso la fine del trekking, il terzo giorno, quando, nella discesa verso Orsigna, andiamo a “fare amicizia” con il famoso “albero con gli occhi”. Ne avete sentito parlare, vero? In caso negativo, sappiate che esso simboleggia, per Tiziano, lo sguardo, l’anima e la spiritualità di una Natura sempre presente, amorevole, accogliente e generosa nei confronti di tutto e di tutti, compreso l’uomo, che invece, purtroppo, molte volte se ne dimentica e ne abusa, con atti violenti e distruttivi senza rispetto e amore.

Questi tre giorni sono un invito a prendere contatto esteriore con la Natura che incontreremo tutt’attorno a noi. Natura che esercita, da tempo immemore, un’innata ed istintiva attrazione nei confronti dell’essere umano, le cui vere radici non crescono affatto nel cemento e nell’asfalto. Prestiamo, inoltre, anche ascolto ed attenzione alla nostra natura interiore ed intima, per affinare il proprio sentire, la propria presenza e centratura, con animo aperto, rilassato e meditativo.

Ci immergeremo, con tutti i nostri sensi, in scenari paesaggistici molto evocativi e diversificati: ampie e comode strade sterrate nel sottobosco, sentieri sinuosi in eleganti faggete e ordinate abetaie, dolci praterie d’alta quota lungo il crinale spartiacque emiliano-toscano, vasti orizzonti oltre il limite della vegetazione alborea. In questo tripudio di sensazioni, non dimenticheremo di…respirare: il primo atto volontario che compiamo quando veniamo al mondo e, forse, l’ultimo che compiamo al termine del tempo che ci è stato destinato su questa Terra.

Per informazioni e prenotazioni: www.appenninoslow.it – info@appenninoslow.it

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