Mulini, contadini e viandanti a LOIANO

0

I Giardini del Casoncello, l’Osservatorio, la Festa d’là Batdura e la bellezza delle sue frazioni sono i fiori all’occhiello del paese dove soggiornò anche Goethe

di Giada Pagani

(pubblicato nel numero uscito nell’autunno del 2017)

Immerso nell’Appennino bolognese, Loiano, a 35 km da Bologna e 73 km da Firenze, è noto fin dall’antichità per essere stato visitato da illustri personaggi, tra i quali lo scrittore J. W. Goethe, che nel 1786, come racconta nel suo celebre “Viaggio in Italia”, soggiornò nell’antica Locanda della Corona. Il territorio si espande dalla valle del Savena a quella del torrente Zena, al centro del quale sorge il bel capoluogo dominato dal Monte Bastia (792 m s.l.m.). Grande importanza rivestono il mercato domenicale che si svolge in centro, la SP65 della Futa e l’Osservatorio Astronomico dell’Università di Bologna con il vicino planetario. Il percorso in scala “Il Sistema Solare”, che si sviluppa lungo i sentieri boschivi che circondano la stazione astronomica, il planetario dedicato alla divulgazione astronomica e la foresteria, dove sono presenti una sala espositiva multimediale e un’aula didattica, rendono l’offerta dell’osservatorio unica nel suo genere in tutta la montagna bolognese, facendo di Loiano un polo di attrazione per le scolaresche e per gli amanti delle stelle.

Anconella

Il territorio è punteggiato da magnifici borghi antichi, tra i più affascinanti dell’Appennino. E’ il caso di Roncastaldo, Bibulano, Barbarolo, Scanello, Quinzano, Scascoli e Anconella. Quest’ultimo è una perla dal fascino immutato immersa nelle folte alture che ammantano la valle del Savena. Il borgo si estende su un deserto bianco di arenaria, sviluppando la sua struttura urbana attorno al massiccio palazzo centrale, eretto nel 1400 dai Maestri Comacini. All’ombra del suo antico porticato, l’osteria, che porta il nome della località, catapulta il visitatore indietro nel tempo, accogliendolo con la stessa premura con cui venivano sfamati i pellegrini, i mercanti e i viaggiatori, che percorrevano la strada della Futa, il più importante collegamento tra Bologna e Firenze fin dall’epoca romana. Passeggiare per la via centrale, da cui dipartono vicoletti, passaggi, archivolti e cortili, significa attraversare tutte le epoche di questo luogo. La cura per le originarie case in pietra e per le grotte scavate nell’arenaria, dette buse nelle lastre, lo rendono uno dei borghi più caratteristici dell’Appennino.

Giardini del Casoncello

Loiano è un territorio colmo di ricchezze naturalistiche impareggiabili: i Giardini del Casoncello sono l’originale creazione di Maria Gabriella Buccioli, che dal 1996 accoglie fiumi di visitatori provenienti da tutto il mondo per ammirare questa meraviglia a due passi dal borgo di Scascoli. Si tratta di uno splendido esempio di giardino naturale ecosostenibile, che racchiude in sé una ricchezza botanica incredibile. Un museo vivente di infinite specie vegetali, un grande libro verde a cui attingere per la conoscenza del mondo delle piante.

 

Batdura

Dedicato all’agricoltura e alla tradizione contadina dell’Appennino, la Festa d’là Batdura, che va in scena il 3° weekend di luglio, è l’evento più importante del Comune e senza dubbio uno dei più significativi della Provincia che calamita l’attenzione di tantissimi visitatori: i nonni accompagnano i nipoti a vedere battere il grano con le vecchie macchine, riassaporando attraverso musiche e balli montanari l’atmosfera bucolica di quando erano ragazzi. Per quattro giorni il centro di Loiano si trasforma e viene invaso da mucchi di fieno, trattori e antiche attrezzature contadine.

Un altro appuntamento da non perdere è il “Giro dei Mulini”, un viaggio alla scoperta degli antichi macinatoi sul torrente Savena, gli unici della zona ad essere sopravvissuti alla rovina della guerra e dell’incuria. I mulini, che per diversi secoli ebbero un ruolo fondamentale nell’approvvigionamento alimentare delle comunità montane, fino alla metà del secolo scorso furono frequentati dalle popolazioni locali, che per lo più vivevano di allevamento e agricoltura. Si tratta di straordinarie opere di ingegneria idraulica governate da una figura professionale ormai scomparsa, che oggi definiremmo altamente qualificata: il mugnaio. Sergio Dozza è l’ultimo protagonista di questo antico mestiere e ogni anno attende la corposa comitiva in visita al suo piccolo regno: il Mulino della Grillara, sulla via del Savena. Le tappe fisse del percorso sono il Mulino del Pero (Monzuno), il Mulino dell’Allocco, (Monzuno), il Mulino della Grillara (Monzuno) e il Mulino Mazzone (Monghidoro).

Condividi con

About Author

Comments are closed.

X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto