Lord Byron a Bologna

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Due secoli fa il soggiorno all’allora Albergo del Pellegrino del poeta inglese

di Paolo Piccinno

replica by Thomas Phillips, oil on canvas, circa 1835 (1813)

Nato Londra nel 1778 da una famiglia di antica nobiltà, a dieci anni ereditò la proprietà di Newstead Abbey, presso Nottingham, e il titolo di Lord dal pro zio. Non ebbe un’educazione regolare, trascorse la sua fanciullezza ad Aberdeen, affidato alle cure di due tutori. Studiò ad Harrow (1801) e a Cambridge (1805). Non ancora ventenne pubblicò una prima raccolta di versi, Ore d’Orazio (1807), che fu vivacemente criticata dalla Edinburgh Revieuw; egli rispose a questo attacco con violenza satirica: viaggiò per l’Italia abitando di volta in volta a Roma, Ravenna, Bologna, Pisa, Genova e Venezia.
A Bologna, dove gli è stata intitolata anche una via, quest’anno cadono i duecento anni in cui lo scrittore inglese è stato nella nostra città nell’Albergo del Pellegrino, in via de’ Vetturini, antica denominazione di via Ugo Bassi. Il Pellegrino cominciò a venir citato nel 1861 col nome di “albergo della Posta” e vantato come “bell’edificio, allestito con tutte le comodità”. Ultimo degli ospiti più insigni è stato Lord Byron, come ricorda la lapide posta nell’atrio dell’albergo con l’epigrafe dettata dal Carducci e voluta dal proprietario Rivaldi. Il soggiorno bolognese non fu lieto: notizie dall’Inghilterra, qualche sofferenza fisica, la relazione appena iniziata e già oscillante tra distacchi e riprese resero amari quei giorni. La città disse poco o nulla al poeta, specialmente quando fallì il grande raduno di intellettuali che egli stesso aveva sollecitato. All’Hotel il Pellegrino alloggiarono anche Casanova e Dichens e Wolfang Mozart nel 1770, quando aveva 14 anni.

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