Il PARCO DEI GESSI

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A due passi da Bologna una grande area protetta ricca di biodiversità e con panorami mozzafiato. Grotte e calanchi, altipiani, boschi e torrenti formano un patrimonio naturalistico, storico archeologico e geologico straordinario per varietà e particolarità

di Annalisa Paltrinieri
(Pubblicato su Nelle Valli Bolognesi n°1 – Primavera 2009)

Il Parco è stato istituito nel 1988, ha una superficie complessiva di 4844 ettari la maggior parte dei quali compresi sulle colline dei Comuni di San Lazzaro di Savena, Pianoro e Ozzano Emilia. La sede, inaugurata nel 1999, si trova al Farneto, nella casa natale di Luigi Fantini speleologo ed appassionato studioso di ogni aspetto delle colline bolognesi. Un altro Centro Visita, particolarmente dedicato alla zona dei Calanchi, si trova presso Villa Torre, in località Settefonti. Presso i Centri Visita è presente un punto di informazione sulle attività del Parco e di documentazione sugli aspetti naturali dell’area protetta; è possibile inoltre reperire pubblicazioni e materiale audiovisivo.

IL TERRITORIO

Il territorio è attraversato dai torrenti Savena, Zena, Idice e Quaderna. Le quote altimetriche toccano al massimo i 400 m slm, sui colli di Settefonti e Montecalvo. Ciò che contraddistingue l’area è la presenza di affioramenti gessosi dalla struttura cristallina e dal colore madreperlaceo, tanto che il gesso viene chiamato anche “Pietra di Luna”; si tratta di formazioni di origine molto antica, che hanno dato vita ad un esteso e interessantissimo sistema carsico nel quale si sviluppano oltre 200 grotte. Fra queste, di estremo interesse è la Grotta della Spipola situata in zona Croara. All’interno della grotta, ricca di sale e gallerie, si possono ammirare tutti gli elementi tipici del fenomeno carsico. Il Parco organizza un fitto programma di visite guidate all’interno della grotta.

Nella valle del torrente Zena si trova invece la grotta del Farneto che è anche un sito archeologico di notevole importanza: qui infatti sono stati ritrovati reperti risalenti all’età del Bronzo, conservati al Museo Civico Archeologico di Bologna. Notevole all’interno delle grotte e delle ex cave la presenza dei chirotteri (pipistrelli) e di altra fauna adattatasi all’ambiente ipogeo. Il Parco tutela anche una zona di spettacolari ambienti desertici conosciuta con il nome di Calanchi dell’Abbadessa, formata da argille scagliose, le rocce più antiche dell’Appennino bolognese, che offre al visitatore paesaggi naturali singolari e molto suggestivi: spogli pendii argillosi a tratti ricoperti di arbusti, dall’aspetto selvaggio, che diventano spettacolari all’inizio dell’estate quando la fioritura colora di rosso le pendici dei calanchi contrastando col giallo della ginestra che fiorisce sui crinali. In questo settore del Parco si trovano anche le principali testimonianze storiche, legate al periodo medievale e rinascimentale.

LA FAUNA

All’interno dell’area protetta la fauna di superficie è piuttosto abbondante. Tra i mammiferi sono comuni volpe, faina, donnola e tasso. Una presenza insolita è l’istrice, con i suoi lunghissimi aculei bianco-neri, raggiunge nel Parco dei Gessi Bolognesi il suo limite settentrionale. In espansione è anche il capriolo. Proveniente dalle Foreste Casentinesi, si è oggi stabilito nell’area dei calanchi dell’Abbadessa ed è possibile osservarlo all’alba.
Tra gli uccelli si possono osservare il gheppio e la poiana, forse i rapaci più comuni in queste zone. Ad essi si aggiunge la piccola ed elegante albanella minore. Tra le specie più rare figurano il falco pellegrino ed il lanario. Anche i rapaci notturni sono piuttosto numerosi. L’assiolo è stato rilevato in almeno due siti, molto più comuni sono invece l’allocco e il barbagianni. Tra le specie più facili da osservare ci sono l’allodola, la cappellaccia e il calandro.

CAMMINARE NEL PARCO

DOLINA DELLA SPIPOLA

Ha un diametro di più 700 metri e una profondità di circa 100. È considerata la dolina più grande non solo del Parco, ma anche di tutto il complesso dei gessi dell’Emilia-Romagna e una delle maggiori in Europa. Al suo interno si trovano numerosi inghiottitoi e si apre la grotta omonima.

GROTTA DELLA SPIPOLA

Ha una lunghezza di circa quattro chilometri e una profondità di cinquanta metri. Lungo il ramo principale della grotta si possono osservare alcuni esempi delle morfologie che caratterizzano le grotte nei gessi, come i soffitti a mammelloni, erosioni antigravitative e una bella colata alabastrina. Ospita una fauna ipogea che comprende diverse specie di chirotteri e invertebrati specializzati alla vita nel mondo buio e inospitale delle cavità sotterranee.

BUCO DELLE CANDELE

Mirabile esempio di erosioni a candela con enormi colonne verticali di roccia erosa dalle acque meteoriche. Nei pressi si trova l’ingresso della piccola grotta omonima conosciuta anche come Buco del Pipistrello.

ALTOPIANO DI MISERAZZANO

Da questo altopiano si gode una bella vista sulla valle del Savena. Il fenomeno carsico di maggiore interesse è costituito dalle Bolle di scollamento, strutture di roccia a forma di cupola, legate a fenomeni di dissoluzione e ricristallizzazione del gesso.

AREE ATREZZATE
Di fronte a Casa Fantini è stata sistemata e attrezzata l’area di sosta “Farneto”, dotata di parcheggio e di panche e tavoli per i visitatori. Un ulteriore Parcheggio con annessa area di sosta si trova sulla strada che da Rastignano sale a Montecalvo, all’angolo con via Madonna dei Boschi, e rappresenta un’utile base di partenza per la visita della Dolina della Spipola.
Altri parcheggi e aree di sosta sono localizzati lungo il fondovalle Idice al Molino Grande, nei pressi di Pizzocalvo, a Ca’ de’ Mandorli e a Monterone (Castel de’Britti), mentre in località Croara si trovano la “Palestrina”, l’ex Cava a filo (in via Madonna dei Boschi) e la Palazza (Ponticella di S.Lazzaro). In comune di Ozzano Emilia, infine, aree attrezzate sono state realizzate in via del Pilastrino, a Settefonti, a Ciagnano e a S.Andrea. Da queste località è possibile percorrere sia “sentieri natura” tematici che itinerari escursionist
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