IL CASTELLO MANSERVISI e quel legame tra la montagna e la Bassa

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La storia della splendida struttura di Castelluccio, piccola frazione di Porretta Terme, e della famiglia di Malalbergo che l’ha voluta

Di Dino Chiarini

(pubblicato nel numero uscito nell’estate del 2015)

Alessandro Manservisi è nome assai noto a Porretta Terme per il suo castello (che è situato nella frazione di Castelluccio) però, fino a poco tempo fa, mi era totalmente sconosciuto. Fu il professor Renzo Zagnoni che mi interpellò chiedendomi di ricercare nei registri parrocchiali di Malalbergo eventuali notizie sulla nascita di Alessandro: tutto ciò per un libro che stava scrivendo su quel personaggio. Ecco quindi che oggi ho pensato di proporre ai lettori, oltre alle mie considerazioni, anche la sua biografia, così come l’ho ricavata dai documenti che ho consultato tanto in parrocchia quanto nella biblioteca dell’Archiginnasio (in aggiunta naturalmente a quel libro – allora “in fìeri”-  che oggi si chiama  Un sarto e il suo castello a Castelluccio di Bill Homes e Renzo Zagnoni).

Ebbene, la cosa più importante e che subito mi colpì in questa breve indagine presso l’Archivio Parrocchiale di Malalbergo, fu che il suo vero cognome era Manservigi. Infatti Alessandro nacque a Malalbergo il 16 gennaio 1851 da Giocondo Manservigi e da Rita Poggi e morì a Bologna il 7 aprile 1912. Ma nel 1858 Alessandro (assieme alla madre e alla sorella Clotilde anch’essa nata a Malalbergo il 7 gennaio 1854) si trasferì a Bologna; il padre, invece, non poté seguire la famiglia, trovandosi in quel periodo in prigione ad Ancona dove stava scontando una lunga condanna: tale pena secondo alcuni studiosi, pare fosse stata promulgata per motivi politici; in verità Giocondo Manservigi fu condannato all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso con tre coltellate un certo Giuseppe Cantelli, suo compaesano e rivale nel lavoro. E questa fu la seconda cosa rilevante che ritrovai all’Archiginnasio bolognese.

Nel trasferimento a Bologna il cognome fu mutato in Manservisi. Questo piccolo cambiamento avvenne per un probabile errore di trascrizione da parte dell’impiegato dell’Ufficio Anagrafe di Bologna: mi vien da pensare a una sua imprecisione, poiché la grafìa delle due lettere era a quel tempo molto simile (come risulta d’altronde anche dai documenti consultati); in più, questa piccola alterazione potrebbe aver fatto assai comodo alla famiglia, poiché quel nuovo cognome avrebbe potuto mascherare il complessivo senso di disagio dovuto all’arresto e alla successiva condanna all’ergastolo del capofamiglia Giocondo.

Nel 1886 Alessandro Manservisi, diventato nel frattempo un famoso sarto bolognese, acquistò una casa a Castelluccio di Porretta Terme (una piccola frazione posta a 811 metri sul livello del mare e a sei chilometri dal capoluogo) dalla nobile famiglia petroniana dei Nanni Levara. Negli anni seguenti egli trasformò quella casa in un castello medievale e sulla parete principale del maniero (quella che si affaccia sul bellissimo parco) fece scolpire sia lo stemma del Comune di Bologna, città adottiva del Manservisi, sia quello del Comune di Malalbergo, paese natio che, seppur abbandonato in tenera età, egli non aveva mai dimenticato.

Sotto l’emblema di quest’ultimo Comune, oltre al sostantivo Malalbergo, la scultura porta incisa la data 1851, anno di nascita di Alessandro. Però la medesima data coincide pure con la presentazione del bozzetto dello stemma del Comune di Malalbergo presso il Commissario Pontificio Straordinario, in occasione dei preparativi per la visita alle Quattro Legazioni di Romagna di Papa Pio IX, visita avvenuta in paese il 10 luglio 1857. Il bozzetto è conservato ancora oggi presso l’Archivio di Stato di Bologna.

L’epigrafe con lo stemma del Comune di Malalbergo dove si vede anche la misteriosa rana.

Sempre alla base di detta scultura, oltre al nome del Comune e alla data precedentemente illustrata, vi è scolpita in rilievo una rana. Nessuno sa spiegare il motivo di questa presenza; alcuni ricercatori hanno ipotizzato che potrebbe essere la “firma” dello scalpellino, ma a mio avviso la rana potrebbe rappresentare tutta la popolazione malalberghese per il semplice motivo che, fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, i cittadini bolognesi chiamavano spiritosamente “ranucèr “ (ranocchiaio) l’abitante di Malalbergo, essendo il territorio comunale ricco di canali, di valli e di risaie, habitat naturali di quest’anfibio.

Tornando al nostro personaggio, Alessandro Manservisi sposò il 5 settembre 1889 la sarta bolognese Teresa Carlotta Bastelli, nata il 22 ottobre 1852 e deceduta il 3 ottobre 1922. Essi non ebbero figli, e il castello fu lasciato in eredità a un’Opera Pia affinché diventasse una colonia scolastica estiva per i bambini bisognosi del Comune di Bologna. La colonia iniziò a funzionare alcuni anni dopo la morte di Alessandro e la gestione fu poi portata avanti da un parente, tal Gino Manservisi, fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1946; in seguito la colonia fu seguita dalla “Fondazione Dall’Olio-Manservisi” che terminò la sua attività nel 1988. Il castello fu prima adattato ad albergo, quindi a ristorante, quest’ultimo chiuso nel 2007.

Visto il completo degrado dell’intera area del castello e delle sue pertinenze, nel 2009 una settantina di persone, fra residenti e non residenti di Castelluccio, crearono l’Associazione “Castello Manservisi” ed essi stessi, autotassandosi, riportarono agli antichi splendori tutto il complesso immobiliare che Alessandro aveva comprato; gli associati ancora oggi, col loro volontariato, gestiscono gli spazi in maniera impeccabile, ospitando mostre e rassegne culturali, oppure accogliendo nel castello comitive di ragazzi per brevi periodi di vacanze o di studio.   

Il Comune di Porretta Terme, per onorare la memoria di Alessandro Manservisi (grande filantropo e benefattore) volle intitolargli l’odierna strada che costeggia il castello e che attraversa tutto il paese di Castelluccio.

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