Alla fine anche la Puzzola è finita nella (foto)trappola

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Luci ad infrarosso e tutti i vantaggi del digitale: le fotorappole moderne restano uno strumento fondamentale per chi studia gli animali ma sono alla portata di tutti

di Paolo Taranto
www.fotografianaturalistica.org
fotografianaturalisticaorg@gmail.com

(articolo pubblicato nel numero uscito nell’inverno 2018)

La zoologia per studiare la vita degli animali ha sempre avuto bisogno di strumenti particolari, per esempio i binocoli e cannocchiali, i visori notturni, i sistemi radio per tracciare gli animali anche con i satelliti e da qualche anno a questa parte anche le fototrappole. Questi strumenti non sono altro che l’unione di una fotocamera (oggi si usano quelle digitali) e un sensore di movimento che una volta individuata la presenza di un animale fa scattare la fotocamera. Esistono anche le videotrappole, che registrano un video al passaggio di un animale, ma molti modelli oggi disponibili sono in grado di operare sia come foto-trappole che come video-trappole. Fino a una decina di anni fa non esistevano fototrappole commerciali e l’unico modo per usarle era di costruirsele in casa. Oggi invece esistono tantissimi modelli commerciali di formato piccolo e compatto e dotati di tutti gli optional che si possano richiedere ad una foto-videotrappola. Una delle caratteristiche più interessante degli apparati moderni è che essi possono registrare video notturni senza disturbare gli animali, usando una luce all’infrarosso che non è percepibile a occhio nudo ma solo dal sensore della fototrappola, in questo modo si può filmare in bianco e nero di notte senza che gli animali si accorgano di essere illuminati.

In ambito scientifico il fototrappolaggio ha permesso la realizzazione di molti studi, monitoraggi e scoperte. Grazie alle fototrappole sono state scoperte specie ritenute ormai estinte, anche a livello locale. Spesso, per esempio, si sono riscoperti animali in aree dove si pensava fossero scomparsi. Un caso simile è avvenuto anche nel nostro Appennino, dove si pensava che la Puzzola fosse ormai quasi scomparsa e invece le fototrappole hanno mostrato che essa è ben più diffusa di quanto si pensasse. Inoltre è possibile monitorare le attività e i comportamenti degli animali soprattutto delle specie molto elusive e/o che si muovono di notte. In Appennino, ad esempio, tutto ciò che sappiamo sui lupi e sul gatto selvatico deriva in gran parte dal monitoraggio effettuato con le fototrappole. Si sono infatti dimostrate molto valide sia per verificare l’avvenuta riproduzione (quando per esempio si filmano le cucciolate di lupi) sia, attraverso appositi modelli matematici, per “contare” gli individui presenti in un’area consentendo così di ottenere delle stime di densità piuttosto precise.

Per finire, questi strumenti sono utili anche negli studi etologici perché possono documentare in modo non invasivo la vita degli animali anche di notte; studi effettuati con la tecnica del fototrappolaggio hanno consentito nuove scoperte sui comportamenti degli animali notturni, le interazioni sociali o con l’uomo, le abitudini alimentari e tanto altro ancora. Queste tecnologie sono utilizzabili anche dagli appassionati e oggi sono disponibili modelli con prezzi veramente accessibili a tutti; se avete curiosità di vedere quali animali frequentino di notte il vostro giardino, per esempio, non c’è niente di meglio di una fototrappola.

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