CODIROSSO COMUNE

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Obiettivo Appennino – Gli scatti di William Vivarelli nelle Valli Bolognesi

 

(pubblicato sul numero dell’autunno 2019)

Il Codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus) è uno dei nostri passeracei più belli e per lo più è facile da osservare. A partire dagli anni sessanta la specie ha perso parecchio terreno, soprattutto in pianura. In molti luoghi, nei frutteti superstiti si può ancora trovare qualche maschio con il suo canto melodioso e melanconico.

Solitario e diffidente, il Codirosso comune passa gran parte delle sue giornate posato su pali, cavi o tetti, sempre in posizione “rialzata”, per individuare più facilmente le sue prede. I due sessi migrano verso le aree di nidificazione in momenti diversi: il maschio è il primo a partire e raggiunge la destinazione verso la metà di aprile; la femmina lo raggiunge alcuni giorni dopo. Nonostante la sua natura timorosa, nel tempo si è adattato molto bene ad ambienti popolati dall’uomo, tanto che oggi può risultare come una delle specie più comuni da osservarne all’interno delle città, soprattutto in giardini, parchi urbani, orti e frutteti…

La lunghezza del corpo è di 14 cm ed ha un’apertura alare tra i 20 cm e i 24 cm. Il maschio in primavera presenta il dorso di colore grigio ardesia con parti inferiori e groppone arancio-rossicci e la testa nera con fronte bianca. Le zampe sono nere. In autunno e inverno i colori si smorzano e si nota un collarino bianco sotto la gola grigia. La femmina ha dorso marrone con petto fulvo. Il groppone è rossiccio come nel maschio.

Il codirosso si nutre in aperta campagna e nel sottobosco. Il suo regime alimentare è composto soprattutto da invertebrati. È un animale monogamo. Il nido è costruito nella cavità degli alberi, e la costruzione a forma di anfora è eseguita esclusivamente dalla femmina. La femmina depone cinque o sei uova blu e una seconda cova non è rara. La cova dura due settimane, per altre due settimane sia il maschio sia la femmina nutrono i piccoli. Nidifica anche in cavita di mura di sasso, e anche sulle travi di legno dei sottotetti.

 

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