BALESTRUCCIO

0

Obiettivo Appennino – Gli scatti di William Vivarelli nelle Valli Bolognesi
(pubblicato sul numero uscito nell’AUTUNNO 2013)

“Non v’è sporgenza, fregio, contrafforte o cantuccio che appena sembri adatto, dove l’uccello non abbia intessuto con grande amore il suo pendulo letto e n’abbia fatto una feconda culla”. Così William Shakespeare nel Macbeth descriveva il Balestruccio, un volatile dalle dimensioni piuttosto ridotte: la lunghezza media è di 14 centimetri e il peso varia tra i 15 e 25 grammi. Il Delichon urbicum ha un’apertura alare di circa 30 centimetri e una coda biforcuta lunga circa 6 centimetri e mezzo. La parte superiore del corpo, di forma affusolata, si caratterizza per una colorazione nerobluastra lucida, mentre la parte inferiore tende al bianco. Gambe e zampe sono ricoperte di piume anch’esse bianche.

Ha una particolare predilezione per i territori antropizzati e sceglie aree densamente abitate per riprodursi. Arriva in Italia per il periodo della nidificazione e vi rimane da marzo a ottobre. Per lo svernamento migra verso l’Africa, oltre il deserto del Sahara e anche più a sud, fino a Città del Capo. Il Balestruccio nidifica principalmente sotto le grondaie o i cornicioni dei palazzi. La costruzione del nido è molto elaborata e richiede circa due settimane: vengono utilizzate piccole palline di fango incollate con la saliva e l’interno del nido viene ricoperto di fieno e piume. Il risultato finale è un piccolo globo con un foro d’accesso laterale o superiore. Il periodo di incubazione varia dai 12 ai 15 giorni, mentre i pulcini, una volta nati, vengono nutriti per circa 25 giorni.

Dal 2004 il balestruccio è tra le specie a rischio di estinzione. In maniera negativa sulla popolazione influiscono soprattutto i cambiamenti nel campo de

ll’insediamento. I nidi infatti non si attaccano sulle facciate moderne e lisce, spesso vengono distrutti incautamente durante i lavori di ristrutturazione o di proposito per senso di ordine. Esattamente come le rondini e i passeri domestici, i balestrucci sono nella categoria degli uccelli meritevoli di protezione e per legge i loro nidi non possono essere distrutti. Naturalmente, ne è vietata la cattura e l’abbattimento.

Poiché i Balestrucci sono relativamente insensibili ai disturbi vicino al loro nido, anche in caso di programmi di risanamento si possono considerare facilmente le loro necessità, cercando di rimandare i lavori dalle parti da loro utilizzate dopo il periodo di cova (inizio maggio – metà settembre). Basta che l’impalcatura venga rimossa prima dell’arrivo degli uccelli, in modo che al loro ritorno il nido sia di nuovo libero.

Condividi con

About Author

Comments are closed.

X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto