Dove curarono le aquile

0

Attivo dal 1989, si occupa soccorrere ogni tipo di animale ferito o abbandonato. Dal ’93 è gestito dall’Associazione di volontariato Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone

di Elisa Berti – Monte Adone 

Era il 1989 quando la mia famiglia si trasferì sulle colline di Sasso Marconi, alle falde di Monte Adone. La scelta univa il desiderio di vivere sull’Appennino all’esigenza del territorio di avere un Centro di Recupero per la fauna autoctona (C.R.A.S.) che rispondesse al crescente numero di emergenze riguardanti animali selvatici rinvenuti feriti o in difficoltà, spesso a causa dell’antropizzazione. Era urgente creare un punto di riferimento capace di intervenire tempestivamente per soccorrere e curare gli animali e restituirli al loro ambiente naturale.

Pochi mesi dopo l’inizio di quella nuova vita, l’arrivo di un cucciolo di leone, abbandonato sulla riviera romagnola alla fine della stagione estiva, ha segnato l’inatteso inizio del nostro rapporto con la fauna esotica: il Centro, primo in Italia, si è attivato nel complesso e articolato recupero di animali originari di altri paesi, importati illegalmente, spesso sfruttati per lucro, divertimento e detenuti in condizioni inadeguate.

Pochi mesi dopo la partenza, un cucciolo di leone abbandonato sulla riviera romagnola fu il primo animale esotico accolto nel Centro

Ricordate la moda di scattare foto sulle spiagge con i cuccioli di leone?

Io avevo tredici anni, molti sogni e tanti progetti condivisi con i miei genitori, Rudi Berti e Mirca Negrini.

Sono trascorsi trentasette anni e il contesto è profondamente cambiato: all’epoca l’assenza di internet rendeva molte attività più complesse e l’attuale normativa nazionale è stata introdotta solo nei primi anni ’90. In molte occasioni ci siamo sentiti davvero soli e solo una forte determinazione, una profonda motivazione e un pizzico di follia dei miei genitori ci hanno permesso di affrontare le continue sfide e  percorsi ancora da tracciare.

Nonostante le numerose difficoltà e i tanti sacrifici, la progressiva crescita del Centro come punto di riferimento stabile per il nostro territorio, ha portato, nel dicembre del 1993, alla fondazione dell’Associazione di volontariato Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone che ancora oggi persegue una missione di tutela della biodiversità.

Leopoldo è la prima aquila reale di cui si è occupato il centro

Oggi il Centro Monte Adone, convenzionato con la Regione Emilia-Romagna per il soccorso, la cura e la riabilitazione della fauna autoctona, grazie ad attrezzature, strutture e competenze maturate, garantisce sul territorio un servizio di soccorso attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, rispondendo al numero  051/847600.

Nel tempo la nostra “grande famiglia” si è allargata e progressivamente strutturata: oggi possiamo contare su un nutrito gruppo di volontari, collaboratori, veterinari e biologi che ci hanno permesso di raggiungere obiettivi un tempo inimmaginabili e che continuano a consentirci di sviluppare nuovi progetti e rispondere alle continue richieste di aiuto.

Nel 2012 abbiamo fondato, insieme ad altri centri europei, E.A.R.S. – European Alliance of Rescue Centres and Sanctuaries, una rete internazionale di centri recupero e santuari.  Fare rete infatti è sicuramente uno dei nostri punti di forza: la collaborazione nata infatti con altri centri di recupero ed enti pubblici e privati ci ha permesso di sviluppare progetti cruciali come “La giusta distanza – convivenza con la fauna selvatica nel XXI secolo” (https://www.giustadistanza.com/) nato dalla consapevolezza che la convivenza con la fauna selvatica è possibile solo attraverso conoscenza, corrette informazioni e buone pratiche.

Nella frenesia quotidiana dimentichiamo spesso di essere parte di un ecosistema complesso e delicato, in cui la fauna selvatica svolge un ruolo essenziale. L’urbanizzazione e le attività antropiche mettono spesso a rischio molte specie, generando conflitti e tensioni. Per questo è fondamentale fornire informazioni corrette e accessibili, educare alla biodiversità e promuovere una coesistenza consapevole. Anche il ruolo educativo di un CRAS è diventato centrale: ogni giorno riceviamo richieste di aiuto e domande su come comportarsi con gli animali selvatici. Imparare a convivere significa cambiare prospettiva e riconoscere che questi animali non sono intrusi, ma parte integrante del nostro ambiente.

Gli animali che soccorriamo sono lo specchio di questa “nuova era”: da un lato l’aumentata sensibilità porta spesso a richiedere il nostro intervento anche quando non necessario; dall’altro la difficile convivenza dell’uomo con la fauna, ci porta a recuperare numerosi animali vittime della negligenza, dell’ignoranza e anche di gravi atti di bracconaggio.

Quest’estate ci ha profondamente colpito il recupero di una civetta rimasta incollata a una tavoletta topicida: ci sono voluti tempo e molta pazienza per liberarla senza causarle ulteriori ferite. Il piumaggio era gravemente danneggiato e ha richiesto un lungo periodo di riabilitazione prima di poterla vedere tornare libera. Questa civetta è stata fortunata, ma sono numerosi gli animali che non sopravvivono.

Anche una civetta rimasta incollata a una tavoletta topicida è stata curata e poi liberata

Un’altra storia che ci ha emozionati è quella di una giovane riccia avvelenata. Dopo cure intensive e terapie mirate, durante la degenza ha sorpreso tutti partorendo quattro cuccioli, nonostante le sue condizioni critiche. Sia lei che i piccoli ce l’hanno fatta e stanno trascorrendo l’inverno al Centro, in attesa di poter tornare in natura la prossima primavera.

Nessuno di noi dimentica la storia di Leopoldo, la prima aquila reale di cui ci siamo occupati. Recuperata in gravi condizioni a seguito di un avvelenamento, dopo un periodo di terapia intensiva e cure mirate, è tornata in libertà dotata di un gps che ancora oggi ci permette di monitorala.

L’uso sconsiderato di tavolette topicide e rodenticidi provoca gravi danni a catena e spesso conseguenze letali, non solo per gli animali selvatici ma anche per i nostri cani e gatti.

Nel 2024 è uscito in tutte le librerie “Come il Respiro del Vento”, (Ed. Sonzogno) un libro che ho scritto per raccontare la storia del Centro e degli animali che ogni giorno accogliamo: attraverso le loro storie diventano dei veri “ambasciatori a distanza”. Nel libro parlo anche degli animali esotici che ospitiamo: i leoni, la tigre, gli scimpanzé, i procioni…In molti casi la sofferenza subita o l’abitudine forzata all’uomo rendono impossibile il loro ritorno in natura ed è per questo che il Centro diventa il loro rifugio permanente, con strutture che negli anni sono state ampliate e migliorate per assicurare loro benessere e dignità.

Ancora oggi sono molte le persone che ci scoprono perché percorrendo la Via degli Dei, sentiero che passa proprio davanti al Centro, sono affascinati dall’inatteso ruggito dei leoni, una curiosità segnalata anche sulle guide.

Ogni animale che recuperiamo ci ricorda quanto sia preziosa la biodiversità e quanto il nostro impegno, piccolo o grande, possa fare davvero la differenza. La nota primatologa Jane Goodall ci insegna: “Ogni individuo conta. Ogni individuo ha un ruolo da svolgere. Ogni individuo fa la differenza”.

Credo che gli animali selvatici custodiscano un patrimonio inestimabile di conoscenze e una saggezza antica, che ancora oggi ci aiuterebbe a connetterci a noi stessi. Come dice sempre mia mamma, sono il tassello che ci collega alla natura.

Gestire una realtà come la nostra comporta costi molto elevati. Chi desidera sostenerci può farlo in molti modi: diventando volontario, partecipando al Servizio Civile (imminente l’uscita del bando 2026), adottando a distanza uno dei nostri ospiti, scegliendo di ricevere il nostro calendario , i nostri regali solidali, sostenendo un progetto o contribuendo con una donazione. Tutte le informazioni su: www.centrotutelafauna.org

Condividi con

About Author

Comments are closed.