DALL’APPENNINO AL CORNO D’AFRICA 


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La Crew for Africa Onlus di Monterenzio e il legame con Gibbuti. Nel 2020 il viaggio in per portare nella baraccopoli di Balbalà un fuoristrada allestito per la gestione delle emergenze sanitarie

Crew for Africa Onlus (C4A per tante e tanti) è un’associazione con sede in Monterenzio e presieduta da Stefano Sanfilippo, un infermiere che dal 1983 fa volontariato in alcuni paesi africani.

Sin da prima di costituirsi come ente (nel 2007), i suoi volontari operavano in favore della popolazione di Balbalà, baraccopoli sita alla periferia della capitale (Djibouti Ville) di Gibuti, un piccolo Stato dell’area del Corno d’Africa. La baraccopoli è attualmente abitata da oltre 350.000 persone (più di 1/3 dell’intera popolazione) di diverse etnie (gibutini, etiopi, somali, eritrei e yemeniti). La gran parte vive in baracche di lamiera (da qui una delle origini del termine Balbalà: “metallo che luccica”), di cartone o di compensato. Chi vice qui deve fare i conti con il difficile accesso ai servizi idrici ed elettrici, la mancanza di un sistema fognario, l’estrema povertà, elevati tassi di analfabetismo e disoccupazione. A ciò si aggiungano temperature torride che, da maggio a settembre, toccano picchi di 50 gradi, con altissima umidità. È dunque in tale contesto che C4A opera, fronteggiando la critica situazione educativa e socio-sanitaria.

Lo spirito particolare che anima l’associazione risiede nella parola “fratellitudine”: un termine inventato da Stefano nella sua personale geografia di viaggio e volontariato. La interseca da tempo con latitudine e longitudine, per meglio definire la capacità delle donne e degli uomini di darsi una mano da un continente all’altro. Essa si ispira a quanto visto durante le giornate passate nella baraccopoli: la capacità di andare oltre i vincoli familiari, di clan od origine etnica nei momenti di difficoltà

Animati da ciò C4A ha raggiunto traguardi importanti sia in Italia sia a Gibuti, consapevole che l’aiuto non possa identificarsi con il solo reperimento di fondi, pur indispensabili, ma attraverso la creazione di una rete solidale duratura intessuta dai soci sostenitori, dalle aziende che donano materiale e dalle collaborazioni con altre realtà affini.

Nello specifico sono state sviluppate diverse azioni:
“C4Africa per la multicultura” è un’azione avviata nel 2010 che vede a tutt’oggi il coinvolgimento delle realtà scolastiche alle diversità non solo culturali dei Paesi in via di sviluppo. Attraverso lo scambio di lettere, disegni e fotografie i bambini e le bambine raccontano le loro storie nei rispettivi contesti;
“Sostegno all’Ecole Miriam” è invece un’azione culminata nel 2015 che ha permesso di edificare una nuova scuola in muratura non lontano dalla vecchia in lamiera. Ogni anno si garantisce l’istruzione ad oltre 600 alunni e il sostegno continua con la copertura di parte delle spese di gestione;
“Sostegno a l’Hopital Balbalà” infine, avviata nel 2007 attraverso raccolte fondi e collaborazioni con strutture sanitarie e aziende italiane, permette di sviluppare la dotazione dell’ospedale suddetto di arredi e strumentazione ospedaliera. Inoltre viene anche curata la formazione degli infermieri locali tramite corsi tenuti in loco da nostro personale specializzato.

E proprio tornando da un corso di formazione tenuto da C4A per lo SMUR di Gibuti (equivalente al nostro 118) i ragazzi di C4A hanno abbracciato un desiderio dei soccorritori: ricevere un fuoristrada pickup, allestito per la gestione delle maxi emergenze anche in scenari extraurbani. L’associazione si è subito attivata, sia per trovare i fondi necessari all’acquisto del veicolo adatto, sia per il suo allestimento. Grazie a tante iniziative realizzate e a tanti, generosissimi partner, hanno raggiunto questa prima tappa. Ora debbono “solamente” consegnarlo di persona all’ospedale, realizzando un viaggio di migliaia di km.

Partendo da Monterenzio nei primi mesi del 2020, la “Ciurma Solidale” – un gruppo composto da Stefano e Gianluca (infermieri d’ambulanza), Marco (biologo), Giovanni (volontario d’ambulanza) e Luciano (indispensabile tuttofare – giungerà a Gibuti.

La Ciurma Solidale, scortata da una lenta, ma inarrestabile, FIAT Panda 4×4 del 1996 compierà un viaggio via terra e via mare, facendo tappa anche in Europa orientale. Una volta giunti in Africa percorrerà l’Etiopia per poi dirigersi verso la meta: Gibuti!

In questo progetto, però, non saranno dimenticati i bambini. Grazie al contributo di enti e persone, l’associazione donerà alla Scuola Miriam un assegno extra per le spese di gestione.
Ma perché hanno scelto un percorso via terra? La risposta è semplice (e anche un po’ “romantica”): “in questo viaggio di fratellitudine, intriso di polvere, salsedine e sabbia, incontreremo altre persone sia per caso lungo la strada, sia fermandoci presso altre associazioni locali, missioni e scuole per dialogare, scambiare esperienze e per divulgare ovunque l’importanza di realtà simili a C4A”.

http://www.pandacrew.org/

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