SAN GIOVANNI IN PERSICETO

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Dal planetario all’oasi della Bora, una passeggiata tra musei, monumenti ed angoli sorprendenti. Non mancate di assaggiare gli Africanetti: li fanno solo qui

di Stefano Gottardi

(pubblicato nel numero uscito nell’estate del 2016)

Una campagna costellata di ville e casolari monumentali, maceri e canali, angoli di natura protetti con fauna e flora autoctona, ma anche una città ricca di monumenti storici, curiosità e prodotti tipici, aggraziata dai quei portici che caratterizzano la città di Bologna e molti dei paesi della sua Provincia; questa in sintesi è San Giovanni in Persiceto e il suo territorio, centro di quel gruppo di Comuni denominato per l’appunto Unione Terred’acqua; ed è proprio a San Giovanni che proponiamo una passeggiata tra centro abitato e aperta campagna per scoprire alcuni piccoli tesori della pianura bolognese.

Per il percorso che vi proponiamo prendiamo come riferimento ll Museo del Cielo e della Terra, un museo diffuso della scienza dell’area metropolitana bolognese che si sviluppa su più poli situati fra San Giovanni in Persiceto e gli altri comuni di Terre d’acqua. Punto di partenza la sezione astronomica situata nell’area fra via Castelfranco e vicolo Baciadonne 1; qui troviamo un Planetario con il suo soffitto-schermo a cupola semisferica del diametro di 9 metri (su cui uno speciale proiettore riproduce circa 1500 stelle) che lo rende tra i più grandi in Italia per dimensioni; a fianco del planetario troviamo il museo del Planetario al cui interno è conservata la collezione di meteoriti più importante d’Italia (oltre 400 esemplari provenienti da diverse località), mentre nell’area esterna troviamo l’Osservatorio che con i suoi diversi telescopi offre durante tutti i mesi dell’anno la possibilità di osservare i vari eventi astronomici (l’evento più famoso è Persiceteidi: al Planetario a caccia di stelle, l’osservazione delle stelle cadenti per la notte di San Lorenzo in agosto); a completare le strutture presenti nel punto di partenza la sezione di Storia Naturale Orto Botanico, circa due ettari di superficie che ospitano i diversi micro habitat e le circa 300 specie di piante tra le più significative del territorio emiliano-romagnolo.

 

Proseguendo a piedi verso il centro del paese lungo Corso Italia si raggiunge la piazza centrale del Popolo, cuore del cosiddetto Borgo rotondo, il centro storico di San Giovanni, caratterizzato dal particolare impianto concentrico risalente al periodo longobardo; girando per le vie del borgo incontrate i principali monumenti di San Giovanni: la Basilica Collegiata di San Giovanni Battista (al cui interno è conservata una pregevole opera del Guercino) la Torre civica, il Palazzo e il Teatro comunale e altri significativi edifici dentro e appena fuori il cerchio.

 

 

 

Africanetti originali (foto di Michele Simoni)

Oltre ad ammirare i più imponenti monumenti in bella vista, durante la passeggiata scopriamo altri piccoli tesori; tra le vetrine delle pasticcerie e dei forni locali possiamo trovare gli Africanetti una delle specialità dolciarie persicetane dal 1872 legate alla figura del pasticciere Francesco Bagnoli, e successivamente alla Pasticceria Mimì, ultima depositaria della ricetta (gli ingredienti pubblici sono quelli scritti sulla scatola: zabaione, uova e zucchero). Gli Africanetti, nome scelto da Bagnoli perché spediva molti di questi pasticcini in Africa orientale, sono dolci – dal colore giallo vivo conferito dallo zabaione – che nel corso di più di cent’anni sono finiti sulle tavole delle case reali d’Europa e ancora oggi vengono ordinati dai vip di mezzo mondo.

 

Un altro gioiello che incontriamo durante la passeggiata ci apparirà come d’incanto in via Betlemme all’incrocio con via Sant’Apollinare: una scenografia permanente realizzata da Gino Pellegrini, famoso scenografo italiano che ha lavorato a Hollywood, decora le case di Piazzetta Betlemme; un tripudio di ortaggi fuori scala e di animali fantastici creano l’illusione di trovarsi in un paesaggio fantastico e come una sorta di Alice nel paese delle meraviglie, ci si muove tra verze e cavolfiori giganti, tra asini alati, oche alte tre metri e rane da cartone animato.

Giunti a questo punto usciamo dal centro storico per imboccare via Sasso e uscire dal centro; appena fuori dall’abitato, prendendo via del Prugnolo sul percorso ciclo pedonale, raggiungiamo dopo pochi kilometri, in via Marzocchi 16, l’Area di Riequilibrio ecologica La Bora, altro tassello di quel museo diffuso da cui siamo partiti. Istituita nel 1990 è caratterizzata da una raccolta d’acqua di circa 8 ettari che deriva da una cava di estrazione di argilla; un percorso segnalato nel pannello posto nella prima bacheca all’ingresso vi indicherà la strada da seguire. La principale attrazione della Bora è costituita dagli uccelli che sono, indubbiamente, tra le specie di più facile osservazione nell’area. Nel bosco, durante tutto l’anno, è un continuo cinguettare di uccelli di macchia (cinciarelle, cinciallegre, codibugnoli, regoli, pettirossi,scriccioli) che qui trovano un sicuro rifugio. Negli spazi d’acqua libera si possono osservare diverse specie di Anatidi, quali il germano reale, il moriglione (anatra tuffatrice), la moretta o la marzaiola. Ma sono presenti anche altre specie, come il tuffetto, il martin pescatore, il cormorano, la folaga. In primavera, poi, è facile ammirare le folaghe e i germani reali intenti nelle loro parate nuziali e, dopo poche settimane, se ne possono osservare i piccoli nati mentre vengono nutriti dai genitori. Nello stesso periodo, sulle alberature secche e nel bosco igrofilo, costruiscono il loro nido la nitticora e l’airone cenerino. Nelle vasche del Centro Anfibi sono invece osservabili rane, tritoni, testuggini palustri e libellule, che vi rinvengono un habitat ideale e che, se avvicinate con cautela, si lasciano ammirare in tranquillità. Le testuggini palustri si possono vedere facilmente anche nella zona umida appoggiate sui tronchi galleggianti (per maggiori info sull’area: Sustenia srl – Recupero e Gestione Ambientale, tel. 051 6871051 – Uff. Ambiente Comune San Giovanni in Persiceto, tel. 051 6812849).

Giunti a questo punto abbiamo terminato la nostra passeggiata di circa 4 kilometri e possiamo procedere a ritroso per tornare al punto di partenza. Consultando il calendario degli appuntamenti del Comune è possibile pensare a questa escursione nel pomeriggio a cui aggiungere una sosta per cena in uno dei tanti ristoranti o trattorie che la città offre e fermarsi in ultimo a guardare lo spettacolo del cielo stellato.

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